di Marco Torricelli
Lo spunto era stato dato dall’assegnazione, da parte del Comune di Terni, dei lavori per la manutenzione del verde pubblico. Un’impresa se li era aggiudicati con un’offerta al ribasso del 54% rispetto alla base d’asta, scatenando il putiferio nel mondo delle cooperative sociali.
La richiesta I sindacati, la Cgil e la Cisl, in particolare, avevano chiesto al consiglio comunale di «sospendere tutte le assegnazioni fatte con il massimo ribasso e di costruire un percorso condiviso, anche con le organizzazioni sindacali, attraverso un’audizione ulteriore della competente commissione o della conferenza dei capigruppo». Ma lunedì scorso il consiglio, dopo che quattro rappresentanti del Pd avevano fatta propria la richiesta, aveva invece ‘ammorbidito’ il tutto, accogliendo un emendamento presentato, per la minoranza, da Antonio Baldassarre, limitandosi a chiedere alla giunta di «riesaminare l’assegnazione del servizio di manutenzione del verde, per verificare immediatamente la legittimità dell’affidamento e in particolare la congruità dell’offerta rispetto ai lavori da svolgere e all’applicazione dei contratti collettivi di settore per i lavoratori dipendenti».
L’allarme Partendo da quella vicenda, il direttivo della Cgil – Funzione pubblica di Terni parla di una «situazione drammatica, in Umbria ed a Terni, nel settore della cooperazione sociale». Provocata, certo, dalle «scelte del governo Monti, con la contrazione dei trasferimenti nei confronti delle amministrazioni locali, i tagli derivanti dalla spending review, l’annosa vicenda dei ritardati pagamenti sul sociale, che stanno affamando i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative». Ma non solo.
I servizi Perché, secondo la segretaria, Franca Peroni, «la gara sui servizi, svoltasi sul territorio di Terni, introduce un elemento di trasparenza positivo, ma non cancella la necessità di una rivisitazione profonda di quanto oggi è in atto sul territorio, nella quantità e nella qualità dei servizi erogati e garantiti ai cittadini ed alle cittadine. Senza un percorso di rivisitazione coerente e complessiva, si registreranno – come è avvenuto fino ad oggi – tagli e riduzioni di servizi per gli utenti e di diritti per gli operatori, nel silenzio più totale».
La proposta Sarebbe necessario, dice la Cgil, «un atto di coraggio, da parte della giunta regionale e del le amministrazioni locali», mettendo mano «alla complessa materia, accelerando la rivisitazione dei piani sociali, garantendo diritti, a partire da quelli degli utenti che si sono visti tagliare consistentemente le prestazioni». Quanto alle cooperative sociali ed alle loro associazioni di rappresentanza «chiediamo un percorso di riorganizzazione – conclude Franca Peroni – delle tante importanti realtà sociali presenti sul territorio: non è in discussione lo spirito sociale, ma la necessità che questo si coniughi con un minimo di dimensione e di autosufficienza, attraverso la rivisitazione e la consorziazione anche dei servizi, per garantire sostenibilità sociale ed economica a tutte le realtà sociali presenti sul territorio».
