di Massimo Colonna
«Per rilanciare il commercio a Terni serve un progetto complessivo che sviluppi i punti rimasti ancora in sospeso. Anche perché la città soffre ancora dal punto di vista dei consumi». E’ la fotografia che Confcommercio ha scattato per tirare le somme del 2018 e per guardare all’anno nuovo nella speranza di poter contare su programmi di intervento efficaci da parte dell’amministrazione comunale. In particolare il presidente Stefano Lupi in conferenza stampa punta alla riqualificazione del mercato di Largo Manni, a nuove funzionalità per il mercato coperto e al rilancio dei mercati generali e del mattatoio, coinvolti nel progetto del palazzetto dello sport.
I punti fermi Per ripartire Confcommercio ha stilato una serie di punti irrinunciabili: «Il no a nuove grandi superfici di vendita, il sì al progetto di Smart City, alla riqualificazione del tessuto commerciale e del Mercato di Largo Manni. In più servono nuove funzionalità per l’ex Mercato Coperto e localizzazioni appropriate per l’ex Mattatoio e per il Mercato Ortofrutticolo, anche alla luce del progetto del Palazzetto dello Sport che prevede uno spostamento di queste due strutture. Per finire l’attivazione della piattaforma logistica Terni-Narni e il completamento della Orte Civitavecchia, con in più la messa in sicurezza della Flaminia nel tratto tra Terni e Spoleto».
L’analisi Anche perché nel frattempo Terni sta scivolando sempre più nelle graduatorie nazionali che riguarda il settore consumi e commercio. «Il tessuto imprenditoriale – spiega Lupi – continua a soffrire perché al di là dei numeri occorre valutare la qualità e il potenziale delle nuove imprese in confronto con quelle che hanno cessato l’attività. Nel corso di questo anno ci siamo adoperati per sostenere processi di trasformazione nel settore del commercio e in più in generale nel terziario. Questo perché non vogliamo parlare solo di crisi, quantoi piuttosto di cambiamenti in atto negli stili di vita e di consumo che necessariamente determinano effetti anche sull’andamento del comparto. Sta diventando sempre più evidente che ci sono cause strutturali e non più solo congiunturali. Confcommercio Terni da tempo ormai ha lanciato il grido d’allarme sulle motivazioni delle numerose chiusure dei negozi in città. Le ragioni sono molteplici e le possibili soluzioni sono articolate e complesse».
@tulhaidetto
