di Fabio Toni
«Sembra il solito pianto greco, ma è solo la realtà delle cose: i saldi sono partiti male. Non trovo altri termini». Così un commerciante di abbigliamento del centro di Terni. E le stime di Confcommercio sono sulla stessa lunghezza d’onda.
Le testimonianze «Non ci aspettavamo chissà cosa – afferma un altro esercente – è certo, però, che questi primi giorni hanno spazzato via ogni aspettativa, pur minima». Già nel 2011 il periodo degli sconti aveva lasciato l’amaro in bocca a più di qualcuno. Quest’anno, se il trend dovesse proseguire, c’è la concreta possibilità di un ulteriore calo nelle vendite. Qualcuno stima addirittura un -40%. Percentuali variabili da negozio a negozio anche se per il settore moda, tranne rare eccezioni, non c’è da stare allegri.
La tendenza «Il trend è in linea con quello di tutto il 2012 – spiegano da Confcommercio -, si può parlare di un crollo verticale. Dentro la settimana, poi, alcuni negozi restano desolatamente vuoti». L’auspicio è che, dopo una falsa partenza come questa, qualcosa possa migliorare. Anche con l’aumento degli sconti praticati. Meno introiti, ma almeno più chance di far girare merce e soldi. Fra i principali ‘responsabili’ della situazione ci sarebbe l’elevata pressione fiscale. Ma il vero imputato è lo stallo economico del ternano. Sempre più famiglie faticano a tirare avanti. «A volte le crisi sono occasioni per reinventarsi, cambiare e ripartire – spiega uno storico commerciante di corso Tacito -, non è facile immaginare il futuro di questa comunità. Bisogna però avere un’idea, una visione. Il rischio è di ripiegarsi ancora di più su sé stessi».

