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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 10:14

Terni, concerto Sangiovanni: ‘mal di pancia’ tra operatori economici e culturali

Oltre il 55% della tassa di soggiorno per singolo evento. Federalberghi, Confartigianato e Cna: «Strategia perdente, soldi al vento»

 

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di Mar.Ros.

Finché a lamentarsi delle scelte operate dalla giunta del Comune di Terni è l’opposizione, la polemica sembra il frutto di quello che si è soliti chiamare ‘gioco delle parti’, ma il vespaio sollevato per il concerto del giovane Sangiovanni in programma il prossimo 29 agosto, ha di fatto investito tutta la città. Il dibattito sui social è vivace, tra chi difende Palazzo Spada, chi leva scudi sull’artista e chi ritiene che il rapporto spesa/benefici legato al singolo evento è decisamente a perdere. A pensarla così sono anche operatori economici e culturali della Conca. Non manca chi, ciononostante, resta in silenzio e chi invece aspetta di vederci più chiaro sull’iniziativa maturata in seno a due assessorati per poi esprimersi. Istess, Federalberghi e Confartigianato non lesinano critiche.

SOLD OUT

PARLA L’ASSESSORE PROIETTI

Terni film festival «È confortante sapere che il Comune di Terni non ha un centesimo da investire su Popoli e Religioni – Terni Film Festival (9 giornate di eventi internazionali e cineforum per studenti delle scuole, università e detenuti, il tutto ad ingresso gratuito), ma ha 45mila euro da spendere per il concerto di un allievo di Maria De Filippi, con un biglietto di ingresso di 35 euro». A esprimersi in questi termini è l’ormai ex direttore artistico del festival in questione (oggi numero uno dell’Istess), Arnaldo Casali, che non a caso recentemente ha spostato le iniziative promosse dall’istituto verso altri lidi. L’ultimo atto per il focus dedicato alla Sabina dal Terni Film Festival, è in corso: nel suggestivo scenario del bosco sacro di Vacone c’è la prima edizione di Vacunalia, evento promosso dalla Regione Lazio, dal Comune di Vacone e da Giulio Raffaele di Silent Art Explorer in collaborazione con l’Istess e la direzione artistica di Niccolò Giacomazzi e Benedetta Monti. Non è escluso che sia il segnale di un progressivo abbandono del Ternano. E lo staff del Terni film festival non è il solo a esprimersi.

Confartigianato e Cna Ad ogni modo, anche se quanto espresso senza remore né peli sula lingua da Casali, è un sentire piuttosto comune nel tessuto culturale della città, c’è chi si riserva di esprimere le proprie rimostranze nei Palazzi quando lo riterrà più opportuno. Intanto, stando ai dati emersi nel corso dell’ultima riunione della consulta permanente del turismo, dall’imposta di soggiorno del 2020, il Comune di Terni aveva in cassa circa 80 mila euro e di quella che è una tassa di scopo, ovvero le cifre introitate andrebbero investite nel settore turistico, la giunta Latini ha deciso di spendere oltre il 55% per l’esibizione di una star tra teenegers che ha fatto registrare il sold out in poco più di un’ora «pescando nelle tasche delle famiglie, senza ricaduta alcuna sul territorio». A parlare è Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Terni che, stigmatizzando il fatto che i fondi derivanti dall’imposta di soggiorno andrebbero spesi per incrementare i flussi turistici, evidenzia come «un singolo evento non agevola tale processo. Si tratta di soldi gettati al vento – prosegue -. Avrebbe avuto più senso inserire il concerto nel cartellone della notte bianca; avrebbe significato l’opportunità di partecipare anche per giovani provenienti dai territori limitrofi». Inutile dire che questi poi si sarebbero spostati con gli adulti attivando davvero un significativo numero di ingressi in città, con potenziali ricadute economiche. Allo stesso modo si esprimono i vertici Cna attraverso la responsabile territoriale Laura Dimiziani: «Si era parlato della possibilità di un evento così nel corso di una riunione a inizio mese, ma non era chiaro da dove arrivassero le risorse. Il fatto che siano state impiegate quelle della tassa di soggiorno non è una strategia in linea con le proposte Cna. In una lettera – racconta Dimiziani a Umbria24 – avevamo a suo tempo sottoposto all’ex assessore Giuli un piano operativo che comprendeva una campagna di marketing che nulla aveva a che vedere con eventi spot come questo».

Federalberghi Dello stesso avviso anche il numero uno regionale di Federalberghi Simone Fittuccia: «La programmazione di quella che è la promozione turistica va ponderata – osserva -, spendere tanti soldi per un solo evento non è strategia che la categoria vede di buon occhio. Ogni investimento dovrebbe essere teso a valorizzare le singole peculiarità dei territori in un’ottica di lunga durata. Finanziare con risorse considerevoli una sola serata, peraltro con un numero limitato di accessi consentiti non ci vede d’accordo. Siamo piuttosto favorevoli ad un programma coordinato con tutto il territorio umbro che includa un sistema condiviso di comunicazione del territorio e sia finalizzato ad incrementare affluenza e permanenza dei turisti». Chiaro è, di base, che nessuno dei soggetti interpellati è contrario all’organizzazione di eventi, né ha nulla contro il cantautore emergente dal notevole cachet; ma la stima del rapporto spesa/benefici non convince. Del resto però si tratta di scelte politiche in capo all’amministrazione, come quella recentemente adottata di spacchettare le deleghe Turismo, Cultura, Eventi fra tre diversi membri di giunta. Scelte lontane dalla mentalità dell’ex assessore Andrea Giuli che, prima di essere defenestrato dal sindaco Latini, non aveva ancora toccato quel gruzzoletto da 80 mila euro della tassa di soggiorno. Forse la sua ‘rivoluzione gentile’, una volta portata a compimento, avrebbe suscitato meno mal di pancia; ma ormai è troppo tardi.

 

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