di Sara Calini
Un abbonamento unico regionale da 60 euro per gli studenti delle scuole superiori. È questa la proposta che tornano a rilanciare Altrascuola – Rete degli studenti medi, Sinistra universitaria – Udu Perugia e il circolo Arci ‘Il Porco Rosso’, che da anni portano avanti la battaglia per rendere più accessibile la mobilità agli studenti umbri. Negli ultimi anni infatti, ricordano gli studenti, il costo della vita scolastica è aumentato molto tra libri, contributi, materiale didattico, attività e viaggi di istruzione che pesano sempre di più sui bilanci delle famiglie. E anche il costo degli abbonamenti rappresenta una spesa strutturale per poter frequentare la scuola.
La proposta L’idea è quella di estendere anche agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado il PassTpl, con un sistema simile a quello già previsto per la comunità universitaria: un abbonamento unico regionale valido su tutta la rete del Trasporto pubblico locale, a prezzo calmierato. «Per gli universitari questo tema non è nuovo – spiega Mattia Branca di UduPerugia – negli anni abbiamo lavorato molto per ottenere l’abbonamento unico regionale per gli studenti universitari e sappiamo quanto una misura di questo tipo possa incidere sulla vita quotidiana degli studenti. Per questo riteniamo fondamentale estenderla anche agli studenti delle scuole superiori».
Disparità territoriali «Il sistema attuale – ha spiegato Lorenzo Ferranti, coordinatore di Altrascuola, in conferenza stampa – produce anche forti disparità territoriali. Il costo degli abbonamenti infatti varia in base alla distanza e alla zona di residenza. Chi vive nelle città o nelle aree meglio collegate spesso paga meno rispetto a chi abita nelle periferie o nelle aree interne». In una regione come l’Umbria, dove molti studenti devono spostarsi ogni giorno tra comuni diversi per raggiungere scuole o università, rendere accessibile il trasporto pubblico diventa una condizione essenziale per garantire pari opportunità. «La mobilità non riguarda soltanto il tragitto casa-scuola – ha concluso Orsola Basile del circolo Arci ‘Il Porco Rosso’ – ma significa poter vivere il territorio, partecipare ad attività culturali e costruire spazi di socialità. Per molti giovani che vivono nelle periferie o nei comuni più piccoli il costo degli spostamenti limita anche la possibilità di vivere la città».
