di M.To.
Il progetto Civiter; quello che il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, definisce «un’alleanza tra le aree interne del Paese e un legame che unisce quattro città dell’Italia di mezzo»; prende forma. E con lui proseguono quelle che possono essere definite le prove per una nuova e diversa aggregazione territoriale, basata più su obiettivi comuni ed integrabili che su legami amministrativi.
Il vertice Per fare il punto sulle iniziative, lo stesso Di Girolamo è stato protagonista di un vertice, che si è svolto a palazzo dei Priori di Viterbo, con il sindaco Leonardo Michelini e gli altri due colleghi, Pietro Tidei di Civitavecchia e Simone Pietrangeli di Rieti.
Il progetto Alla base del progetto Civiter, spiega Di Girolamo, «c’è l’attuazione di politiche di sviluppo territoriale, ma anche il sostegno agli interventi infrastrutturali, indispensabili per i nostri territori. Tra questi rientra il completamento della ‘trasversale’, arteria strategica che unisce le città con i nodi produttivi e di scambio. Saremo noi sindaci, rappresentanti di prossimità, deputati al coordinamento di tutte le iniziative che nasceranno sul territorio».
I dettagli Le differenze tra le quattro città che fanno parte del progetto, pare di capire, potrebbero rappresentare valori aggiunti del progetto: «Viterbo con l’agricoltura e l’università; Civitavecchia con il porto, Terni con il comparto industriale e Rieti con l’ambiente gli eventi sportivi» potrebbero operare sinergicamente e «siamo concordi di entrare quanto prima nella fase operativa del progetto, lavorare a un modello unitario di sviluppo, frutto delle diverse progettualità delle quattro città di mezzo. Questo protagonismo è un metodo innovativo per lavorare concretamente allo sviluppo del territorio con una progettualità d’insieme, necessaria per congiungere e assemblare intenti e obiettivi diversi e diffusi».
L’Europa Queste quattro città, conclude il sindaco di terni, «stanno sperimentando forme di collaborazione in sintonia con le indicazioni della programmazione europea per il prossimo periodo 2014-2020, indicazioni che sostengono progetti dal basso che integrino diverse realtà urbane, puntando sulle risorse locali, con piena assunzione di responsabilità gestionali e in collaborazione con i governi regionali e con quello nazionale».
