di Fabio Toni e Maurizio Troccoli
Si è snodato da viale Brin alla prefettura il corteo degli operai dell’Ast, ma anche di molti cittadini che sono scesi in strada per difendere Terni e la sua acciaieria contro lo smembramento, lo «spezzatino alla finlandese» indigesto per i lavoratori e la città. In tutto circa duemila persone. I lavoratori hanno scioperato in maniera compatta e sono scesi in strada uniti dietro lo striscione delle Rsu. Un corteo di operai, ma anche un corteo di popolo.
Di Girolamo: «Anche azioni eclatanti» Avvicinato dai microfoni di Umbria24, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo si è detto «pronto anche a gesti eclatanti per difendere le acciaierie e la città: se il caso lo farò». Mercoledì, intanto, un vertice a Terni con tutte le istituzioni umbre è servito a fare il punto sulla situazione, in attesa che i vertici di Outokumpu incontrino il governo, martedì 16 a Roma.
Momenti di tensione Attimi di tensione si sono verificati all’arrivo dei lavoratori davanti alla prefettura.: mentre una delegazione viene ricevuta dal prefetto, al grido «tutti dentro, tutti dentro», alcuni manifestanti hanno tentato di entrare nel palazzo, contenuti dalle forze dell’ordine e dai sindacalisti. Sono stati accesi dei bengala: spintoni e urla anche all’indirizzo di alcuni sindacalisti.
VIDEO – Attimi di tensione sotto la prefettura
Prefetto: «Governo impegnato» Nel corso della breve riunione, il prefetto Vittorio Saladino ha sottolineato che «Terni è il sito industriale dell’Umbria, che dà da vivere a 5 mila famiglie». Ai sindacalisti ha detto: «Ricevo da voi l’impulso per salvaguardare il sito, dobbiamo mantenere l’integrità, non va smembrato. Abbiamo uomini stimati a livello europeo che possono fare la loro parte e sono impegnati a farlo». I sindacalisti hanno consegnato al prefetto un dossier con le ragioni documentate e i verbali delle assemblee affinché il prefetto si faccia promotore di incontro fra governo, proprietà e la Commissione europea per far valere le ragioni dell’integrità del sito ternano.
Pronti a tutto Al termine dell’incontro, i sindacalisti hanno riportato ai lavoratori quanto avvenuto. In particolare Claudio Cipolla della Fiom-Cgil ha ringraziato gli operai per «la pazienza e il senso di responsabilità di fronte a uno scenario drammatico». «Pazienza – è stato detto – che non sarà a tempo indeterminato: di fronte al precipitare degli eventi, cosa che nessuno si augura, i lavoratori saranno pronti a tutto. In serata sciopereranno per tre ore anche i lavoratori del secondo turno».
AUDIO – L’ATTACCANTE ROSSOVERDE NOLE’: MOMENTO CRITICO
Polli: consapevoli posta in gioco Presente anche il presidente della Provincia, Feliciano Polli. «La manifestazione di oggi, fortemente partecipata dai lavoratori e della città, è la dimostrazione della piena consapevolezza della posta in gioco da parte dell’intera comunità. E’ a tutti evidente – ha aggiunto – la situazione in cui è stato messo il sito industriale dall’ultima proposta Outokumpu che rischia di compromettere il futuro industriale della fabbrica ternana. Per questa ragione è necessario spingere con grande forza e determinazione a tutti i livelli, perché il governo e l’Unione europea respingano quella proposta che invece di affrontare i temi della concorrenza, tenta di ridurla eliminando un possibile forte competitore quale sarebbe il sito di Terni».
Solidarietà da tutta la regione Il segretario regionale del Pd, Lamberto Bottini: «Siamo vicini ai lavoratori, ai cittadini, ai sindacati e alle istituzioni che questa mattina hanno partecipato allo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali per scongiurare il rischio di smembramento delle acciaierie e il trasferimento dell’impianto più avanzato». Per il capogruppo in Regione del Pd Locchi «ogni soluzione diversa dal pieno ed unitario mantenimento del sito produttivo non potrà essere tollerata dall’Umbria. Qui – dice Locchi – non si tratta di difendere un’azienda con seri problemi ambientali, come sta avvenendo all’Ilva di Taranto, ma di preservare uno dei più avanzati poli della siderurgia a livello continentale». La consigliera regionale del Pdl, Maria Rosi: «Le istituzioni non possono intervenire sulla questione, la Regione Umbria non può acconsentire silenziosamente che prevalgano logiche solo economiche». Il collega Alfredo De Sio (Pdl) auspica «un’azione unitaria e decisa delle istituzioni e dei lavoratori per chiedere al Governo nazionale di opporsi alla scellerata ipotesi di smembramento delle acciaierie ternane».
Nolé: momento critico In serata, come annunciato, anche i giocatori della Ternana hanno manifestato, insieme ai tifosi e ai «Primi della strada», di fronte alla sede dell’Ast tenendo uno striscione con su scritto «Non si fa impresa umiliando un’intera città». Addosso, al posto della divisa rossoverde, una maglia con lo slogan «Fino all’ultimo bullone». Un modo concreto per dimostrare l’affetto e l’attenzione della società rossoverde verso la principale fabbrica della città. Angelo Raffaele Nolè spiega così la partecipazione sua e dei compagni a questa iniziativa : «E’ un momento critico per la fabbrica e soprattutto per la città, per noi essere qui è il minimo che potevamo fare. Speriamo – aggiunge l’attaccante rossoverde – che la situazione trovi uno sbocco positivo il prima possibile».
Ferrero e Vendola Sulla vicenda Outokumpu sono intervenuti anche i leader di Rifondazione Comunista e di SeL, Paolo Ferrero e Nichi Vendola. L’ex ministro del governo Prodi sospetta che l’esecutivo Monti «si sia svenduto le acciaierie». «Per fugare ogni dubbio – dice Ferrero dopo aver testimoniato l’appoggio suo e del partito agli operai – è necessario che quando il ministro Passera incontrerà il prossimo 16 ottobre la dirigenza della Outokumpu siano presenti anche le istituzioni locali e i sindacati. Se il governo non ha nulla da nascondere faccia le trattative alla luce del sole». Vendola parla anche del caso Taranto e dice che «siamo di fronte ad una vera e propria Via Crucis della siderurgia italiana e del nostro sistema industriale. Il grido di dolore che viene da questi territori, non può continuare a rimanere inascoltato. Il governo italiano affronti seriamente con una politica industriale adeguata la situazione difficile di uno dei comparti strategici del Paese».

