Giuseppe Flamini (foto Marta Rosati)

La riforma del sistema camerale e le conseguenze sul futuro della Camera di Commercio di Terni e della sua rappresentanza sul territorio: sono i temi al centro del bilancio 2016 presentato dall’ente di piazza dell’Orologio. Sul prossimo futuro incombe la riforma che entrerà in vigore nel 2017 e che modificherà competenze e servizi offerti alle imprese e ai cittadini per quello che si configura come «un vero e proprio cambiamento di pelle», come è stato detto all’incontro.

Le novità Tre le principali novità che si tradurranno in altrettante nuove direttrici di sviluppo: le aziende pagheranno nel 2017 la metà dell’importo del diritto annuale dovuto alla Camera, introito che rappresenta il 90 per cento delle entrate complessive; ci sarà l’accorpamento delle due Camere umbre e la nascita di una sola Camera di Commercio dell’Umbria, operativa a primavera 2018; ci sarà la ridefinizione delle funzioni della nuova Camera di Commercio, che vedrà una sostanziale conferma delle classiche competenze amministrative e un ampliamento del ruolo nell’ambito delle politiche dell’orientamento al lavoro in favore dei giovani e più in generale del sostegno all’imprenditoria locale. La Camera dell’Umbria potrà inoltre svolgere attività di supporto alle imprese sul libero mercato. «Una novità importante che allinea con i sistemi camerali europei più avanzati, consentendo alle Camere di commercio di realizzare nuove iniziative – sottolinea il segretario generale Giuliana Piandoro – e intervenire in campi nuovi senza sovrapporsi alle attività delle associazioni di categoria».

I numeri Il presidente Flamini ha illustrato poi i numeri: “Nel 2014 prima della riforma l’ente ternano aveva entrate per circa 3,2 milioni e ne riversava sul territorio circa 2 sotto forma di servizi e attività promozionali per imprese e cittadini. A fronte del taglio, con entrate di 2,4 milioni nel corso del 2016 è stato comunque dedicato ben 1 milione di euro per una serie di iniziative promozionali. Nel 2017, con il taglio del 50 per cento, a fronte di 2,2 milioni di entrate comunque 900mila euro saranno sul territorio». «Comunque il territorio avrà a disposizione nel futuro prossimo le ingenti risorse dell’Area di crisi complessa, dell’Industria 4.0, risorse europee e importanti fondi bancari».

La Camera unica Per quanto riguarda la nascita della Camera dell’Umbria Flamini ha spiegato: «Giocheremo fino in fondo il nostro ruolo, ci sarà il nostro massimo impegno perché venga riconosciuto al territorio ternano il suo valore e il suo peso economico. In questa operazione abbiamo stretto una forte collaborazione con l’amministrazione comunale. La fusione con la Camera di Perugia potrebbe avere risvolti interessanti anche rispetto ad un probabile allargamento del bacino di competenza che nel caso della Camera di Commercio di Terni potrebbe arrivare a Todi, Spoleto e dell’intera Valnerina».

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