Il commissario, Silva Volpini

di M. To.

Nessun contatto. Nessuna comunicazione. Nessun segnale. Mercoledì i giorni di sciopero della fame – di Serenella Arca, Petya Dimova, Rita Satolli e Gino Venturi – diventeranno venti. Ma la faccenda Aidas non si sblocca.

Il commissario Dopo il fax, con il quale venerdì scorso le informava della «effettiva ricezione di 24 dichiarazioni di recesso dalla condizione di socio dell’Aidas», la commissaria ministeriale, Silvia Volpini, non ha avuto più alcun contatto con le lavoratrici  il sindacalista in sciopero della fame. Anche perché di dichiarazioni di recesso non ne sarebbero arrivate altre. Tra lei e il prefetto Bellesini, però, uno scambio di battute c’è stato di sicuro. Ma il contenuto è, manco a dirlo, riservato.

La richiesta A sollecitare entrambi era stato, lunedì, anche il consiglio comunale, che aveva chiesto «decisioni rapide e concrete da parte del commissario ministeriale» e «l’assoluta necessità d’intervento da parte del prefetto per sbloccare una situazione drammatica che desta grave preoccupazione per la salvaguardia dei posti di lavoro e del valore della cooperativa Aidas, per il suo futuro».

Il commissario Lei, Silvia Volpini, dice che «al momento non ci sono novità di rilievo, anche se, di concerto con il prefetto, stiamo cercando una soluzione che ci permetta di dare una prima risposta alle richieste che ci sono state fatte. Non escluso che nella giornata di mercoledì ci possano essere delle notizie positive».

L’assemblea Le lavoratrici e i lavoratori rimasti in Aidas, intanto, stanno maturando una loro iniziativa: una richiesta, formale, di convocazione dell’assemblea. «A quella richiesta, almeno – dicono – il commissario dovrà dare una risposta e motivarla. Sulla nostra cooperativa è in atto una procedura concordataria e – come è avvenuto, per esempio, per i lavoratori della Sangemini – chiediamo di essere aggiornate sulla sua evoluzione».

Piano di salvataggio Nel corso dell’assemblea, dicono, «vogliamo anche parlare del possibile futuro della nostra cooperativa, che non ci rassegniamo a veder scivolare verso un fallimento pilotato». Quello che vogliono sapere è «se sono state presentate delle proposte di salvataggio e, nel caso, a quali condizioni», ma hanno anche intenzione di «mettere in campo un nostro progetto che, sfruttando le opportunità che le leggi mettono a disposizione dei lavoratori di aziende in difficoltà,  potrebbe rappresentare una possibilità di sopravvivenza per Aidas».

Foccillo Nella mattinata di lunedì, intanto, ai quattro che rifiutano il cibo ha fatto visita il segretario confederale della Uil Antonio Foccillo, che ha confermato l’iniziativa sindacale nei confronti del ministero dello sviluppo economico, da cui dipende il commissario, per un’accelerazione dell’iniziativa.

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