di Marco Torricelli
L’annuncio era sibillino. Pure troppo. Il presidente del gruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Raffaele Nevi, ha fatto atterrare nelle redazioni una nota, relativa alla situazione delle acciaierie, che non poteva passare inosservata: preannunciava novità importanti. E pure a breve.
Novità Ast «Nella giornata di ieri ho avuto modo di parlare con il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani» che, garantisce Nevi, avrebbe «assicurato che già dalle prossime ore ci saranno delle novità importanti che daranno certezze maggiori sul futuro». E, ancora, lo stesso Tajani, dice ancora Nevi, «ha ribadito la sua intenzione di favorire al massimo la competitività dell’industria siderurgica europea e italiana, attraverso la piena applicazione del piano d’azione da lui predisposto».
Tajani Di questi tempi, nei quali l’unica certezza è quella della assoluta mancanza di certezze – con istituzioni e sindacati bloccati ed in attesa di un segnale dall’Europa – affermazioni del genere, anche se per interposta persona, non potevano che far alzare la pressione. Soprattutto perché Antonio Tajani, su queste faccende, oltre che essere ovviamente bene informato, ha spesso preso posizione in maniera chiara: tipo quando – a febbraio – si era sbilanciato, parlando apertamente della possibile cessione ad Aperam (sbagliando i tempi, visto che ipotizzo «sette-otto settimane» di trattative»; oppure quando – a luglio – aveva fatto capire che la faccenda sarebbe andata per le lunghe.
Nevi Lui, Raffaele Nevi, non dice una parola di più di quanto ha scritto nella nota: «Dico solo che, fatto salvo il grande impegno di tutti, dagli europarlamentari di tutte le forze politiche, dei governi nazionali e locali, delle forze sociali – chiarisce – questa delicata trattativa è stata condotta da Antonio Tajani con grande discrezione, ma anche con un’autorevolezza unica. Gli dovremo, tutti, essere molto grati».
L’ultimatum La faccenda, comunque, starebbe più o meno così: la Commissione europea avrebbe ormai preso la decisione di dare, di fatto, un ultimatum ad Outokumpu, mettendo la multinazionale finlandese all’angolo. Nessuna concessione di altro tempo, nessuna mediazione possibile e nessuna scusa accettabile. Ai finnici si dirà, più o meno: «Vendete alla svelta e senza altri tentennamenti». E, sembra di capire, non sarà una richiesta, ma un ordine perentorio. La procedura, a quel punto potrebbe essere abbastanza rapida e, comunque, arrivare a conclusione entro poche settimane. E la presa di posizione della decisione, annunciata «ad ore»? Sul sito della Commissione europea c’è scritto che una riunione era prevista per il 16 ottobre. Mercoledì.
