Tassa di soggiorno per chi soggiornerà in Umbria

di Ivano Porfiri

La tassa di soggiorno non sarà uguale per tutti ma varierà a seconda del livello delle strutture ricettive che ospitano i turisti. Esclusi gli ostelli e le strutture pubbliche. O, almeno, così viene ipotizzato nella bozza in mano ai sindaci su cui si discuterà nella riunione fissata per giovedì all’Anci, che dovrebbe varare un regolamento valido per tutti i comuni umbri, da declinare poi sul territorio.

Quanto si paga La tassa verrà stabilita annualmente da ciascun Comune ma l’Anci fisserà, a livello regionale, un tetto massimo e uno minimo, per garantire omogeneità ed evitare dissidi tra enti locali. Il balzello riguarderà dal 2012 quanti soggiorneranno in Umbria essendo residenti fuori dal Comune dove si trova la struttura ricettiva. Si sta ancora discutendo se applicare la tassa per il soggiorno o per ogni singolo pernottamento: la seconda ipotesi favorirebbe quei comuni dove c’è un turismo più stanziale, rispetto alle mete «mordi e fuggi».

Dove si paga e dove no La tassa di soggiorno – secondo quanto trapela – si pagherà soggiornando negli alberghi, nei campeggi, nei residence e negli agriturismo, non pernottando presso gli ostelli della gioventù o in strutture ricettive di proprietà comunale. Quella allo studio è poi una imposta «graduata» e commisurata alle caratteristiche e ai servizi offerti dalle strutture stesse. Quindi andrà a salire a seconda alla classificazione (stelle) dei vari alberghi o campeggi.

Le esenzioni Non tutti, però, pagheranno. Secondo le ipotesi che circolano in questi giorni, saranno esentati i bambini, chi è in Umbria per assistere malati ricoverati negli ospedali, i genitori che assistono i minori ricoverati, ma solo – è sempre l’ipotesi in discussione – due persone per paziente. Si dovrebbe procedere con un’autocertificazione in cui si dichiari il periodo di ricovero e in quale struttura sanitaria.

Dove vanno gli introiti Il gettito della tassa è previsto che serva ai Comuni per incentivare il turismo, anche con interventi di sostegno alle stesse strutture ricettive, oltre che per migliorare le attrattive culturali e naturali. Gli introiti saranno commisurati, ovviamente, alle presenze. Il Comune di Perugia, ad esempio, nel suo bilancio di previsione ha previsto un gettito per il 2012 tra 1,5 e 2 milioni di euro.

Obblighi e sanzioni Verranno stabilite norme rigide di applicazione e controllo, per evitare l’evasione e la concorrenza sleale tra strutture. La responsabilità sarà in capo al gestore, il quale sarà tenuto a far pagare la tassa, che girerà ai Comuni, e dovrà informare i clienti anche con materiale e appositi spazi informativo. L’albergatore dovrà anche rendicontare periodicamente sulle presenze. Chi verrà pizzicato a non adempiere pagherà sanzioni fino a 500 euro per false dichiarazioni sulle presenze e fino a 100 euro per la violazione delle regole sull’obbligo di informazione.

Albergatori contrari Gli albergatori si sono già detti contrari all’introduzione della tassa. Federalberghi ha elencato i 9 motivi per dire no. Tra questi, il fatto che, tra i soggetti del turismo, gli unici a pagare sarebbero le strutture ricettive e non, ad esempio, i musei. Per non parlare dell’effetto prevedibile di allontanare i turisti verso altre mete.