Assisi resta contraria alla tassa di soggiorno

di Ivano Porfiri

Non c’è ancora accordo sulla tassa di soggiorno. Il fronte dei comuni non è compatto e l’Anci ha deciso di rinviare a gennaio l’approvazione della bozza di regolamento sui criteri a base regionale. Intanto le imprese restano nettamente contrarie. Per i comuni si parla di un gettito complessivo possibile di 12 milioni di euro.

Rinvio sulla bozza Si è chiusa con un rinvio la riunione dell’Anci sulla tassa di soggiorno. La bozza di regolamento, anticipata da Umbria24.it, resta sul tavolo degli amministratori umbri fino a gennaio, quando verrà fatto un ulteriore passaggio con le parti sociali e con la Regione. Obiettivo: cercare di ricompattare il più possibile il fronte per giungere a un testo condiviso. Cosa che non sarà certo semplice.

Fronte non compatto I comuni restano divisi. O, meglio, il fronte dell’Anci presenta ancora alcune incrinature. E’ soprattutto Assisi, comune turistico per eccellenza, a mettersi di traverso. Qualcuno sussurra che nella stessa maggioranza della città serafica ci sia una contrapposizione, sperando che tale spaccatura possa alla fine far ingoiare la tassa anche al sindaco Claudio Ricci. Per fare ciò si fa leva sull’accordo che si sta andando a stringere con la Regione.

Accordo con la Regione Tra i vertici dell’Anci e l’assessorato al Turismo è già in calendario un incontro per gennaio. L’assessore Fabrizio Bracco e il presidente dell’Anci Wladimiro Boccali hanno già un accordo di massima per sottoscrivere un protocollo d’intesa in cui si tocchi il tema della tassa di soggiorno. Un testo che definisca criteri unitari su tutto il territorio per l’impiego delle risorse derivanti dalla tassa (applicabile ovunque si soddisfino i criteri di «comune turistico» sanciti dalla Regione in una delibera: sostanzialmente tutti i comuni umbri). In base a tale accordo potrebbero essere messi in moto meccanismi premiali per chi adempierà, con una sostanziale penalizzazione per chi ne sarà fuori. Ovvero chi non applicherà la tassa di soggiorno. Ciò che si teme è, infatti, una sorta di concorrenza sleale tra comuni limitrofi che applicano o meno la tassa.

Imprese contrarie Contro la tassa tout court restano le imprese. L’associazione degli albergatori di Confindustria ha comprato alcuni spazi sui quotidiani locali per dire no alla tassa usando le ragioni da sempre opposte, ad esempio, da Federalberghi: ricadute negative su un comparto già in difficoltà, rischio di perdita di competitività con le regioni limitrofe, ingiustizia nello scaricare sul turista il prezzo delle difficoltà dei comuni. Proprio per questo, la chiusura di un accordo a gennaio appare quantomai problematica, nella speranza che almeno i dati sulle feste natalizie diano una boccata di ossigeno al settore.

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