Forte preoccupazione viene espressa dalla Coldiretti dell’Umbria e da Opit, l’organizzazione dei produttori italiani tabacco, dopo la riunione del ‘Tavolo verde’ di ieri in regione, da cui sono emerse le difficoltà in sede europea sui negoziati in corso con la commissione riguardo la misura agro-ambientale riferita alla coltura del tabacco.
La nota «Le possibili sostanziali riduzioni degli importi destinati alla misura insieme ai forti impegni richiesti alle imprese – affermano Coldiretti e Opit – potrebbero infatti colpire un comparto che in Umbria, negli ultimi anni, ha profuso già un grande sforzo in termini di riorganizzazione della filiera, investimenti e qualità delle produzioni, pregiudicandone la competitività nel prossimo futuro».
Preoccupazione Il tabacco a livello regionale infatti – ricordano Coldiretti e Opit – grazie al forte impegno dei tabacchicoltori per rendere ancora sostenibile l’intera filiera, continua ad assicurare occupazione, elevati standard qualitativi in termini di processo e di prodotto, incidendo positivamente sul Pil. Nonostante questo, alla luce delle ultime notizie – aggiungono Coldiretti e Opit – sembra che il settore sia ancora destinato a scontare in qualche modo, una sorta di diversa percezione rispetto agli altri comparti dell’agricoltura, legata alla sua intrinseca natura. Il rischio concreto – sottolineano ancora Coldiretti e Opit – è che il settore tabacco sparisca dalla nostra regione, vanificando gli ingenti investimenti realizzati dalle imprese, tra l’altro non facilmente “riconvertibili” per altre attività agricole e che necessitano di un ragionevole arco di tempo per arrivare ai risultati economici prefissati. Non da ultimo, con le paventate ipotesi all’orizzonte, si potrebbero anche agevolare quelle pratiche illecite nel settore, come la contraffazione, che già colpiscono la corretta attività di tante imprese, ma che rappresentano una grande minaccia soprattutto per i consumatori, sfuggendo a ogni tipo di controllo.
«Uno sforzo» Il forte auspicio quindi – concludono Coldiretti Umbria e Opit – è quello che la Regione Umbria, dopo il suo impegno e la positiva concertazione svolta fin qui con le associazioni di categoria demandate alla discussione sui tavoli del Psr, compia un ulteriore sforzo, per tutelare in sede europea, di concerto con il ministero delle Politiche agricole, con i vari attori del comparto e con il coordinamento delle altre regioni interessate, un settore fondamentale per l’economia non solo umbra, ma dell’intero Paese. Tra l’altro – ancora la nota – anche Oit (l’organizzazione interprofessionale tabacco), che rappresenta circa il 90% dell’intera produzione di tabacco italiano, si è già attivata per un incontro con lo stesso ministero dell’Agricoltura.

C’e’ poco da essere preoccupati, sono anni che la Comunita’ Europea cerca di far capire all’Italia che non si puo’ finanziare il tabacco. Con le proteste dei produttori in passato si sono ottenute proroghe e nel frattempo i produttori avrebbero dovuto riconvertirsi ma finche’ i soldi piovono dal cielo…