Si è tenuto giovedì 29 ottobre il coordinamento di Terni della Fim Cisl Umbria. Nel corso dell’incontro è stata ribadita la necessità delle relazioni che fanno l’industria: «La stabilità serve al management ma anche alle maestranze e ai clienti. Dalle macerie della rivoluzione che da un anno a questa parte ha coinvolto lo stabilimento di viale Brin, sta nascendo la nuova Ast».
Fim Cisl I rappresentanti del sindacato di categoria parlano di fase epocale che sancirà un ulteriore prima e dopo: «Sono arrivati segnali di impegno e cambiamento – riconoscono – dalle misure antidumping all’interconnector, passando per le fusioni che sono state elaborate in una manciata di giorni grazie anche allo spirito di collaborazione e di sacrificio dei lavoratori, un risultato – commentano – che a guardarlo ora sembra un miracolo».
Cambiamenti Tk-Ast «La riorganizzazione – riflettono dal sindacato – è cominciata subito dopo l’accordo del Mise ed è ancora in corso lasciando parecchia incertezza. C’era un’Azienda che aveva accumulato perdite per centinaia di milioni e che rischiava di chiudere. Chi è rimasto in Ast – sottolineano – lo ha fatto investendo sul futuro, credendo di contribuire al mantenimento della Fabbrica ma anche al suo mutamento. La sensazione è che siamo ancora in una fase di assestamento, che però non può durare in eterno e che comunque è influenzato, seppur ancora velatamente, dalla messa in discussione del Piano Mckinsey, quello osteggiato a livello sindacale».
Comunicazione management Il Coordinamento di Terni della Fim Cisl si augura che con la chiusura e la conoscenza del risultato di bilancio, si cominci a delineare la nuova fabbrica, quella capace di riprendere con i fatti, la determinazione e l’umiltà del management, unaposizione di leadership nel mercato dell’acciaio inossidabile mantenendo chiaramente le produzioni di fucinati, tubi, titanio e servizi per l’informatica. Servirebbe un management che si metta in prima linea, che fornisca le indicazioni ai quadri intermedi, agli impiegati e agli operai per raggiungere gli obiettivi: «Servirebbe una comunicazione costante per migliorare la promise dell’intero processo. Purtroppo la comunicazione interna allo stabilimento continua a non essere efficace e spesso le maestranze sono disorientate. Come accade per esempio per la Linea 6: da una parte si confermano gli investimenti, dall’altra non c’è ancora la certezza dei tempi sull’inizio dei lavori».
Consulenti Il Coordinamento della Fim Cisl ritiene che per la Nuova Ast servirebbe un business-plan in cui tutti gli attori svolgano un ruolo serio e costruttivo: «Non possono esserci alcuni che pensano di lavorare in proprio, così come sta cominciando a diventare poco comprensibile il compito di alcuni consulenti, apparentemente senza una funzione riconosciuta, con benefit sproporzionati. All’interno dello stabilimento ci sono persone, a tutti i livelli, che debbono essere ascoltate perché possono contribuire al confezionamento della Nuova Ast. Sarebbe inoltre opportuno – proseguono dal coordinamento – verificare con serietà l’organizzazione del lavoro per tarare organici e turnazioni al raggiungimento degli obiettivi aziendali che non possono essere diversi da quelli di almeno un milione di tonnellate».
Ambiente Dal sindacato non manca riferimento alle ‘politiche verdi’: «Per la fabbrica del futuro – sostengono i rappresentati Cisl – sarebbe necessario conciliare la rivoluzione delle macchine quelle iniziative utili per promuovere sia la tutela dell’ambiente, l’energia alternativa e la ricerca di soluzioni ecosostenibili. C’è bisogno – concludono – del sostegno delle istituzioni locali che insieme a imprese e parti sociali siano in grado di individuare il futuro della città e del comprensorio attraverso l’analisi dei fabbisogni territoriali. C’è la necessità di un salto di qualità del lavoro e della professionalità nell’ambito di un percorso di innovazione organizzativa orientato alla qualità delle produzioni e dei processi produttivi, quindi di un investimento sulla formazione in termini progettuali verso quelli che saranno i lavori del futuro».
