La cementeria di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Lettere di licenziamento in arrivo. Sono direttamente le organizzazioni sindacali a denunciare l’accelerazione della Cementir sulla procedura di mobilità avviata nell’agosto scorso per ventuno dipendenti (a fronte dei 96 in organico) dello stabilimento di Spoleto ad alcuni dei quali entro il 27 dicembre verranno consegnate le lettere di licenziamento «così come annunciato nelle ultime ore – si legge in una nota della Filca-Cisl e Fillea-Cigl – dal direttore dello stabilimento umbro».

Lettere di licenziamento in Cementir In particolare la comunicazione nera dovrebbe interessare gli otto lavoratori della cava Cementir di Santo Chiodo (Spoleto) su cui, come già emerso nelle scorse settimane, era stata ipotizzata l’esternalizzazione. Se questo sia il percorso e se ci siano margini per l’eventuale riassunzione delle maestranze da parte della ditta terza è difficile dirlo, così come non sono noti gli sviluppi della vertenza per gli altri tredici lavoratori coinvolti nella procedura di mobilità e in organico al sito produttivo di Sant’Angelo in Mercole (Spoleto). Sì, perché come spiegano i sindacati in una nota congiunta: «Dopo la rottura del tavolo nazionale si è ritenuto importante creare un confronto territoriale coinvolgendo il sindaco di Spoleto e la Regione al fine di trovare soluzioni alternative ai licenziamenti, ma martedì la società si è dimostrata ancora una volta irresponsabile decidendo di non partecipare al confronto e annunciando le lettere di licenziamento per i dipendenti della cava».Da qui la condanna dei sindacati: «Si tratta di un atteggiamento scorretto che non tiene conto dei sacrifici compiuti in questi anni dai dipendenti. Restiamo ancora dell’avviso che questa mobilità ha uno scopo esclusivamente finanziario, tanto che nello stabilimento di Spoleto si continua massicciamente a ricorrere agli straordinari e le ferie vengono spesso messe in discussione proprio per carenza di organico». Riservandosi di indire nuove forme di proteste, Filca-Cisl e Fillea-Cigl chiedono alla proprietà di «bloccare qualunque iniziativa voglia mettere in campo e di tornare a un confronto tra le parti, con l’intento di trovare soluzioni condivise».

@chilodice

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