domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:43
13 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:17

Spoleto, 21 licenziamenti in Cementir tra stabilimento e cava

Esuberi e mobilità interessano un quarto dell'organico, sindacati pronti alla mobilitazione

Spoleto, 21 licenziamenti in Cementir tra stabilimento e cava
Stabilimento Cementir (foto Fabrizi-U24)

di Chiara Fabrizi

Licenziamento collettivo per 21 operai tra stabilimento e cava. È arrivata lunedì la documentazione con cui Cementir Italia ha comunicato anche al sito produttivo di Spoleto la nuova tranche di esuberi con relativa attivazione della mobilità che interesserà gli otto addetti del sito estrattivo di Santo Chiodo, ossia l’intero organico tanto che si parla di esternalizzazione del servizio, e altri tredici lavoratori tra carropontisti ed elettricisti in organico alla fabbrica di Sant’Angelo in Mercole, che attualmente conta complessivamente un organico di 96 unità.

Licenziamento per 21 in Cementir Le intenzioni dell’azienda erano filtrate nei giorni scorsi, tanto che già venerdì le organizzazioni sindacali hanno incontrato le maestranze in una delicatissima assemblea, una nuova convocazione è attesa nei prossimi giorni. Con una nota firmata dai segretari territoriali Cristian Benedetti (Fillea-Cgil) ed Emanuele Petrini (Filca-Cisl) martedì mattina è stato spiegato che quella attivata in queste ore in Cementir «è la terza procedura di licenziamento collettivo dall’inizio della crisi, tanto che nelle due precedenti si è ridotto l’organico ed è comunque stato forzato il ricambio generazionale, facendo passare i dipendenti da 130 a 96». In questo senso, i rappresentanti sindacali evidenziano «i grandi sacrifici già compiuti dai lavoratori che, nonostante l’aumento dei ricavi registrato nel 2015 (+2,2 per cento) e la consistente compressione del debito (20 per cento), continueranno a pagare le scelte dell’azienda». Recentemente il Gruppo italiano ha rilevato per 125 milioni (122,5 già versati e i restanti da corrispondersi entro 24 mesi) Sacci spa, ossia cinque impianti produttivi di cemento, tre terminali distributivi e 21 centrali di calcestruzzo.

Cgil e Cisl: «Azienda ritiri procedura e apra confronto serio» In base a quanto risulta, l’azienda al tavolo sindacale di luglio aveva comunicato l’assunzione di cinque lavoratori interinali entro settembre «non solo – dicono Benedetti e Petrini – la direzione aziendale nell’ultima procedura di mobilità aveva sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico un accordo che prevedeva inserimenti di nuova forza lavoro nei successivi due o tre anni, nel frattempo trascorsi inutilmente». Ma c’è di più. Gli stessi sindacati territoriali insieme alla Rsu evidenziano «il forte ricorso agli straordinari dovuto proprio a un’evidente carenza di personale in produzione» e, anche per questo, chiedono «a Cementir di ritirare la procedura e tornare a un confronto serio e concreto per affrontare i veri problemi dello stabilimento, come gli investimenti necessari per garantire un futuro alla fabbrica e ai dipendenti di Spoleto». Cgil e Cisl si preparano quindi alla mobilitazione e a una raffica di confronti con le istituzioni locali, dal Comune alla Regione nel tentativo di scongiurare l’ennesima emorragia occupazionale.

@chilodice

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