Lavoratori dipendenti pressoché stabili (+0,1%) ma crescono i disoccupati (0,7%) e pure i lavoratori autonomi (‘1,3%). Questi alcunin dei dati emersi martedì mattina nell’ambito del direttivo provinciale della Fiom-Cgil organizzato a Spoleto per lanciare un messaggio a difesa del polo metallurgico della ex Pozzi e tenere alta l’attenzione dopo l’avvio della procedura di vendita di una delle due aziende di cui si compone, Isotta Fraschini.
Crescono i lavoratori autonomi In particolare negli spazi di Villa Redenta, il sindacato ha illustrato i dati elaborati da Ires e disaggregati per il comprensorio dello Spoletino, che comprende anche Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno e Giano dell’Umbria per un totale di circa 48 mila abitanti. Qui il numero di occupati complessivo al 31 dicembre 2015 risulta pari a 21 mila unità, di cui circa 15 mila lavoratori legati da rapporti dipendenti (+0,1% su 2014), mentre altri 6 mila risultano inquadrati come autonomi (+1,3%) «con un’incidenza rilevante delle partite Iva che spesso – evidenziano dalla Fiom – nascondono lavoro subordinato mascherato, anche in settori tradizionali come l’edilizia».
Disoccupazione al 12% Ancora in crescita il numero di disoccupati che anche tra il 2014 e il 2015 sono aumentati dello 0,7%, raggiungendo quota 12% ossia 2.354 persona senza un posto di lavoro, mentre gli inattivi tra 15 e 64 anni sono ben 9 mila. Sul fronte degli avviamenti al lavoro sono circa 4 mila gli quelli contanti nel 2015, ma di questi soltanto 480 (12%) figurano come contratti a tempo indeterminato. Emerge con nettezza un quadro di lavoro frammentato, precario e a tempo determinato. Dalla Fiom-Cgil, poi, denunciano una vera e propria «esplosione dell’utilizzo dei voucher, con circa 90 mila buoni lavoro acquistati nello spoletino e oltre 850 lavoratori costretti a questa forma di ‘ipersfruttamento’».
Ex Pozzi Non buona, quindi, la fotografia scattata al tessuto economico e produttivo che per il sindacato appare «sempre più frammentato ed enormemente ridimensionato». In questo senso il saldo tra imprese nuove e cessate è ancora negativo per lo 0,4%, dato che si fa sensibilmente più negativo con i fallimenti. Il quadro continua a essere giudicato particolarmente critico e anche in questo senso il direttivo del sindacato ha voluto riunirsi a Spoleto, assicurando da parte dell’organizzazione sindacale, insieme anche alle altre coinvolte e alle istituzioni, «massimo impegno sia per una positiva soluzione, ribadendo ancora una volta che la soluzione per la ex Pozzi (Isotta e Ims) deve essere unica, ma anche per assicurare copertura ai lavoratori con gli ammortizzatori sociali».
