di C.F.
Twitter @chilodice
È attesa venerdì a Roma la firma per il passaggio dello stabilimento Sgl Carbon e relativi impianti alla Morex, guidata dell’amministratore delegato Michele Monachino. L’accordo sarà sottoscritto in uno studio notarile della capitale e lunedì, stando a quanto risulta, dovrebbe essere presentato in Regione.
Nippel e piano industriale Una bozza di piano industriale è già stata illustrata alle sigle sindacali, informate di investimenti messi in cantiere per circa 1.5 milioni, ma i rappresentanti dei lavoratori, inutile dirlo, sono affamati di dettagli. Intanto si sa che i denari in questione saranno destinati alla realizzazione dei nippel, di cui proprio Sgl-Carbon aveva sospeso la produzione e avviato l’approvvigionamento dall’estero attraverso aziende del gruppo. L’operazione di recupero dei nippel assicurerebbe, oltre a prospettive occupazionali, risparmi significativi che, contestualmente a quelli attesi sull’acquisto a prezzi di mercato del carbon coke, anche questo arrivava da società del gruppo, potrebbero far impennare la redditività degli elettrodi di grafite di circa il 20%.
Commesse L’accordo con la Morex, comunque, sarebbe dovuto arrivare a dicembre, motivo per cui la ripresa della produzione, inizialmente programmata per aprile, dovrebbe slittare a luglio. I ritardi hanno impedito al sito di narnese di posizionarsi sul mercato a fine anno per rastrellare commesse da mettere in cassaforte per il 2015 e che ora si cercherà di recuperare per animare il secondo semestre.
Volumi produttivi Da ambienti sindacali si fa sapere che già dalla prossima settimana, se tutto filerà liscio, si richiederà un incontro con l’ad Monachino per chiarire, tanto per restare in tema, i volumi di produzione programmati. Di certo, fanno sapere gli addetti ai lavori, occorrerà far uscire dai cancelli di via del Lavoro almeno 12-15 mila tonnellate, quota minima per tenere dritta la barra degli stabilimenti, che recentemente giravano intorno alle 6 mila tonnellate contro le 32 mila di qualche anno fa.
Occupazione A braccetto con la produzione vanno, inutile dirlo, i livelli occupazionali che dovrebbero, questo l’impegno, essere gradualmente reintegrati. La Morex verbalmente si era impegnata a riassumere due terzi dell’organico (97 unità) entro il primo semestre 2015, ma sempre a causa dei ritardi è possibile che la tabella di marcia subisca qualche slittamento. Anche qui i sindacati chiederanno di conoscere tempi e numeri di riassunzione dei lavoratori, per Morex unico know-how del sito narnese. L’attenzione è alta.
