di M. To.
Il conto alla rovescia è partito e per la Sgl Carbon di Narni è tempo di fare sul serio. Perché tra in paio di mesi potrebbero scattare le procedure di messa in mobilità del personale e, molto prima, le scorte di magazzino che cominciano a scarseggiare, si esauriranno.
L’incontro Nella mattinata di giovedì i rappresentanti dei sindacati si sono incontrati con quelli dell’azienda – per la verità hanno potuto parlare solo con un consulente del liquidatore – e non si sono fatti passi in avanti: «Il consulente ha preso atto delle nostre posizioni – spiega Sergio Cardinali, della Filctem Cgil – e potrà fare solo da portavoce. Per la prossima settimana contiamo di poter avere un altro incontro, meno interlocutorio».
I tempi Le scorte di materie prime presenti in magazzino garantirebbero il lavoro per non più di una quindicina di giorni, mentre a fine giugno, se non si registreranno novità, scatteranno le procedure per la messa in mobilità dei lavoratori. A quel punto la Sgl Carbon sarebbe, di fatto, un’azienda morta.
La trattativa Ma nel frattempo si stanno cercando di percorrere strade alternative: i sindacati avevano dichiarato di essere disposti ad accettare un periodo di cassa integrazione, a fronte dell’impegno dell’azienda a tenere accesi gli impianti fino a fine anno e a prendere in considerazione le eventuali offerte di acquisto che fossero pervenute – una manifestazione di interesse è arrivata dalla Cina, mentre altre ne sono state annunciate – nel frattempo.
Questione economica Altra richiesta fatta dai sindacati era stata quella di mettere a disposizione una somma economica, da parte della Sgl Carbon, per integrare quanto percepirebbero quei lavoratori che, al termine della procedura, finirebbero comunque in mobilità: l’azienda ha messo sul tavolo 5 milioni di euro, ma secondo i sindacati ne serve almeno il doppio.
La lettera A dire la loro, intanto, sono gli enti locali: «Regione ed istituzioni locali – si legge in una lettera inviata al ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi – ritengono necessario assicurare ogni sforzo utile a garantire continuità produttiva allo stabilimento Sgl Carbon di Narni, che ha da sempre rappresentato un’eccellenza nel settore, fortemente integrato con la produzione di acciaio che rappresenta l’elemento caratteristico, l’identità ed il futuro produttivo del nostro territorio». È quanto scrivono i rappresentanti di Regione Umbria, Provincia di Terni e Comune di Narni, in una lettera inviata al Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, con la quale si chiede la convocazione urgente del già istituito Tavolo nazionale
Il ‘tavolo’ Al ministro viene chiesto di avviare al più presto un confronto «per definire, nel rispetto delle prerogative e del ruolo di ognuno e unitamente alle organizzazioni dei lavoratori, una strategia comune in grado di dare evidenze in relazione al futuro produttivo ed occupazionale del sito narnese». Mantenere in funzione lo stabilimento, dicono gli amministratori locali umbri, «è essenziale anche al fine di poter esplorare potenziali interessamenti finalizzati a rilevare lo stabilimento, tema sul quale la multinazionale ha manifestato una disponibilità, che riteniamo debba essere esperita con tutti gli strumenti disponibili».
L’ambiente In questo contesto, viene specificato, «non si può non sottolineare la delicatezza delle questioni ambientali connesse alla eventuale cessazione delle attività produttive, che ai sensi delle norme vigenti richiederebbero l’avvio di procedure ed attività volte alla bonifica dell’area». Cosa che, per Sgl, potrebbe significare un salasso economico di dimensioni ragguardevoli.
L’attivo sindacale Della vicenda Sgl Carbon, ma più in generale dello stato di crisi in cui versa l’intero settore chimico locale, si parlerà il prossimo 29 aprile nel corso di un ‘attivo’ sindacale, che si terrà nei locali della Cassa edile ed al quale è prevista la partecipazione dei segretari nazionali di categoria.
