di M. To.
Il 10 ottobre scorso erano stati i lavoratori della Sgl Carbon a spostarsi nella sala consiliare del Comune di Narni. Lunedì pomeriggio, invece, percorso inverso: il consiglio comunale si svolgerà, in seduta ‘aperta’, nei locali della mensa aziendale.
I parlamentari Sempre nella giornata di lunedì è previsto l’incontro tra il sottosegretario Claudio De Vincenti e i parlamentari umbri che lo hanno chiesto – più volte – dopo l’assemblea in fabbrica alla quale avevano partecipato: «Bisogna fare in fretta – dice il senatore del Pd, Gianluca Rossi – per scongiurare l’aggravamento di una situazione già critica. Per questa ragione, assieme agli altri parlamentari umbri Gotor, Lucidi e Verini ho chiesto questo momento di chiarimento».
Il vertice Martedì pomeriggio, poi, sarà la volta dell’incontro più importante: quello che le istituzioni locali, i sindacati ed il lavoratori avranno, sempre al ministero, con l’azienda: «Questa volta – si dice al sindacato – i tedeschi non potranno fare ancora ‘melina’. I lavoratori, e la dimostrazione la si è avuta venerdì con il blocco delle portinerie, sono ormai esasperati e devono avere una risposta, qualsiasi essa sia».
Le possibilità Perché, e a dirlo è il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, «se se ne vogliono andare, se ne vadano pure, ma sappiano che dovranno lasciare le chiavi dello stabilimento sul tavolo. Poi saremo noi, insieme al governo, a trovare il modo di tenere in vita una produzione di eccellenza (lo stabilimento narnese è l’unico in Italia dove si producono gli elettrodi in grafite per i forni elettrici delle acciaierie e copre il 70% del fabbisogno nazionale) e, magari, fare in modo che possa anche crescere.
FRANCESCO DE REBOTTI IN ASSEMBLEA
«No alla chiusura» Il fronte, insomma, appare compatto: «Questo sito è in grado di produrre non solo elettrodi, ma anche ‘utili’ – conferma il sindaco – e i bilanci di Sgl Carbon lo dimostrano. Noi, tutti, siano certi che quella della multinazionale sia una scelta dettata non da valutazioni economiche, ma geopolitiche e questa comunità non lo accetta. Insieme a governo e sindacati abbiamo messo sul tavolo una serie di proposte che potrebbero permettere non solo la sopravvivenza dello stabilimento, ma addirittura il suo possibile sviluppo. Sa ai tedeschi questo non interessa, pazienza. Faremo da soli».
