di Marco Torricelli
Si sono ritrovati di nuovo lì. Quelli che ci lavorano e quelli che ci hanno lavorato. Ma anche quelli che alla Sgl Carbon non ci avevano mai messo piede. Per ribadire che per Narni quello non è ‘solo’ uno stabilimento. Ma rappresenta la vita, oltre che la storia.
Le paure I sindacalisti, che all’assemblea di sabato pomeriggio hanno invitato anche i parlamentari umbri, i rappresentanti delle istituzioni, della politica e delle forze sociali, lo hanno detto chiaro: «I tedeschi (la Carbon, che produce elettrodi di grafite per i forni elettrici delle acciaierie, fa parte della Sgl Group; ndr) hanno confermato che che questo stabilimento è a rischio e che il board potrebbe decidere la sua chiusura da un momento all’altro».
I numeri Nonostante, hanno ricordato, «che dal 2008 al 2012 Narni ha prodotto 25 milioni di euro di utili, accettando anche un taglio della forza lavoro del 30%». Ma da settembre l’aria è cambiata: «Da quando è stata annunciata la volontà – ufficialmente – di dimezzare la produzione, non abbiamo più ricevuto materie prime e questo lascia chiaramente intendere quale sia la volontà della multinazionale».
La vertenza Alla quale è stato risposto con «il blocco totale delle merci in uscita e da settembre, eccezion fatta per una fornitura che ha impedito la fermata di tre acciaierie, tutto quello che è stato prodotto è rimasto nei magazzini dove, al momento, conserviamo elettrodi pronti per il mercato per un valore di circa 20 milioni di euro».
Le richieste Ai parlamentari che hanno accolto l’invito, i sindacalisti e il sindaco di Narni hanno chiesto «un impegno che vada oltre la solidarietà, della quale peraltro vi siamo sinceramente grati», ma «una presa di coscienza, perché questo è l’unico stabilimento italiano attivo in questo settore e questa vertenza, quindi, non può essere considerata come locale, ma è necessario farne una questione nazionale e deve vedere impegnato il governo in prima linea».
Chi c’era A rispondere all’invito sono stati i senatori Gianluca Rossi e Miguel Gotor (Pd) e Stefano Lucidi (M5S) e il deputato Walter Verini (Pd), ma c’erano anche gli assessori regionali Fabio Paparelli e Silvano Rometti, il vice presidente della Provincia di Terni, Vittorio Piacenti D’Ubaldo, oltre al sindaco di Narni, Francesco De Rebotti e tutta la giunta. Maria Rita Barbanera rappresentava la Confesercenti mentre per il sindacato, oltre ai rappresentanti locali, c’era anche Sergio Gigli, segretario nazionale della Femca Cisl.
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L’impegno «Lunedì mattina – ha detto il senatore Gianluca Rossi – solleciteremo, e sono certo che aderiranno anche i parlamentari che oggi non sono presenti qui, il ministro Flavio Zanonato e il sottosegretario Claudio De Vincenti ad intensificare l’iniziativa del governo, perché è chiaro che questa vicenda non si risolve a livello territoriale, ma è necessario un impegno massiccio proprio da parte del governo». In sintonia l’intervento del senatore Stefano Lucidi: «Questa di Narni è una vicenda che ha troppe analogie con altre – ha detto – che registriamo su tutto il territorio nazionale ed è evidente che il governo deve mettere in campo iniziative nuove e più forti».
