di Marco Torricelli
Tutto rinviato. Di poco, ma per i lavoratori della Sgl Carbon di Narni i tempi, per conoscere qual è la sorte che li attende, si allungano ancora.
Il rinvio Slitta infatti a giovedì, alle 10,30 di mattina, il vertice programmato inizialmente per domani al ministero dello sviluppo economico: a chiedere il posticipo è stata l’azienda e la notizia è arrivata mentre, nella sala mensa della Sgl Carbon era in corso la seduta del consiglio comunale, organizzata per l’occasione all’interno della realtà produttiva narnese più importante.
Il consiglio Una seduta anomala, oltre che per il luogo nel quale si è svolta, anche ovviamente per i toni usati da chi è intervenuto – c’era anche la parlamentare di Sel Marina Nardi – e per i contenuti degli interventi, molti dei quali hanno fatto riferimento alle parole del sindaco, Francesco De Rebotti, che ha ribadito un concetto già espresso: «Se i tedeschi se ne voglio andare, lo facciano pure. Ma ci devono lasciare le chiavi dello stabilimento», perché è opinione comune che la Sgl Carbon possa e debba, magari con un altra proprietà, continuare a produrre, unica in Italia, gli elettrodi di grafite per i forni elettrici delle acciaierie
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I parlamentari Nel pomeriggio di lunedì, invece, alcuni parlamentari umbri si sono incontrati con il ministro Flavio Zanonato: «Dall’incontro – racconta il senatore Gianluca Rossi – è emerso l’intento di perseguire, con tutti gli sforzi possibili, l’obiettivo di tutelare l’eccellenza delle produzioni e i livelli occupazionali, scongiurando la chiusura del sito. Per farlo, si è concordato di lavorare alla possibilità di soluzioni alternative all’attuale proprietà, che si deve rendere disponibile a lasciare il sito, valutando opzioni sia tra i competitors sia tra gli utilizzatori».
Area di crisi complessa Il senatore democratico approfitta per ribadire l’importanza di «inserire la soluzione del problema di Sgl Carbon all’interno di una consapevolezza più ampia riguardante l’area ternana. Per gestire la presenza di multinazionali notoriamente elevata, gli effetti della crisi economica, le ricadute sul piano occupazionale, sono necessari interventi concreti, in grado di favorire soluzioni reali di reindustrializzazione, in una visione unitaria. Sono infatti unitarietà e approccio integrato le caratteristiche di intervento sull’economia del territori che fin qui sono state in grado di preservarla».
