di D.B.
Si è tenuto martedì l’incontro del tavolo riguardante il gruppo Saxa Gres coordinato dalla Struttura per le crisi d’impresa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a cui hanno preso parte la Regione Umbria, la Regione Lazio, Invitalia, il Comune di Gualdo Tadino, il Gruppo Saxa, Unindustria, le segreterie nazionali e territoriali di Cgil, Cisl, Uil, Filctem, Uiltec e Ugl Chimici insieme alle Rsu. L’esito è sostanzialmente quello di una fumata grigia.
Il tavolo Durante i lavori del tavolo il Gruppo Saxa – riferisce la Regione – ha ribadito la volontà di realizzare il proprio piano industriale di economia circolare con l’ingresso di un importante fondo di investimento e di un partner industriale del settore, in una visione industriale che tenga uniti il valore energetico degli asset e quello produttivo della ceramica. L’incontro si è concluso con l’impegno da parte del Gruppo Saxa di presentare al tavolo ministeriale per giugno «ulteriori elementi conoscitivi». La Regione Umbria ha annunciato che «continuerà a monitorare con attenzione gli sviluppi di questa delicata vicenda industriale».
Il piano A metà marzo ai 94 dipendenti dell’azienda di Gualdo sono stati concessi altri 12 mesi di cassa integrazione, mentre a inizio anno si era parlato di un nuovo socio entro tre mesi e ripartenza del forno nella seconda metà del 2024; tempi che, almeno per quanto riguarda la ripartenza, non è chiaro se saranno rispettati. In particolare al Ministero era stato prospettato l’ingresso di un nuovo socio che avrebbe finanziato il piano di rilancio con 60 milioni di euro. A giugno, sperano i lavoratori, se ne sarà di più.
