Ingresso di un nuovo socio entro tre mesi e ripartenza del forno a metà 2024. Sono queste alcune delle linee guida del piano di rilancio del gruppo Saxa Gres di Anagni, che anni fa ha rilevato lo stabilimento ex Tagina di Gualdo Tadino. Il documento è stato presentato mercoledì a Roma al ministero delle Imprese e del Made in Italy nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato, oltre all’azionista di riferimento del gruppo Francesco Borgomeo, la sottosegretaria Fausta Bergamotto, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Fioroni e quello del Lazio Roberta Angelilli, i sindacati e Unindustria.
Rilancio Il piano prevede l’ingresso di un nuovo socio che finanzierà il progetto complessivo di Saxa Gres con circa 60 milioni di euro (nei giorni scorsi è circolata l’ipotesi di un investitore americano) nel giro di 90 giorni così da poter supportare il rilancio del gruppo. Borgomeo ha ripercorso la conversione all’economia circolare di tre stabilimenti: la ex Marazzi di Anagni (ora Saxa Gres), la ex Ideal Standard di Roccasecca (ora Grestone) e la ex Tagina, ferma da più di un anno con gli oltre cento dipendenti in cassa integrazione. «Tre fabbriche – ha detto – che erano chiuse e a cui si è data una nuova mission industriale, portandole a produrre pavimentazioni da esterno con innovativi e brevettati processi produttivi di economia circolare. A rallentare il progetto sono stati Covid e speculazione sul gas ma non abbiamo mollato e non abbiamo perso un solo posto di lavoro». «Sono stati investiti negli anni – ha concluso – oltre 130 milioni di capitali privati, a fronte di 3 milioni di finanziamenti pubblici a fondo perduto».
Il futuro Secondo quanto reso noto dai sindacati Filtem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil che hanno partecipato all’incontro, il cronoprogramma per le ripartenze è il seguente: « Anagni (Fr) nelle prossime settimane; Roccasecca (FR) luglio 2024 (attualmente è aperta una cassa integrazione straordinaria per riconversione per 210 lavoratori prorogata fino al 16 agosto 2024, in cui una parte delle maestranze, nel frattempo, ha lavorato presso il sito di Anagni); Gualdo Tadino (PG) nel secondo semestre 2024 (attualmente è aperta una cassa integrazione straordinaria per cessazione scaduta il 31 dicembre 2023 e per cui è stata richiesta proroga fino al 13 marzo 2024, sono coinvolti 98 lavoratori)».
Biodigestori L’azienda, spiegano le segreterie nazionali di Filctem, Femca, Uiltec, ha poi sottolineato il lavoro svolto per poter ottenere le autorizzazioni rispetto a due biodigestori per il trattamento della frazione organica dei rifiuti con un beneficio legato all’abbattimento dei costi, realizzando un’autoproduzione energetica. Dei due quello di Anagni risulta autorizzato, mentre quello di Gualdo Tadino è ancora sottoposto ad iter autorizzativo.
La cassa integrazione «Abbiamo in primis sottolineato – fanno presente le tre organizzazioni sindacali – la necessità di riaggiornare il tavolo ministeriale in tempi abbastanza ristretti, per poter verificare l’andamento del cronoprogramma ed avere un piano industriale più corposo rispetto alle slide presentate in data odierna, essendo venuti a conoscenza dell’ingresso di un nuovo investitore. Abbiamo sottolineato inoltre la necessità di muoversi celermente con il ministero del Lavoro per trovare soluzioni per gli ammortizzatori sociali da poter utilizzare per le lavoratrici e i lavoratori del sito di Gualdo Tadino, al fine di traguardare i tempi della ripartenza».
Dettagli piano industriale Il ministero ha concluso l’incontro aggiornando il tavolo a fine febbraio, primi marzo, chiedendo all’azienda di rendere conto rispetto al nuovo investitore e chiedendo, di conseguenza, la presentazione di un piano dettagliato, a partire dagli investimenti. «Insieme alle strutture regionali/territoriali e alle Rsu, vigileremo, ognuno per le proprie competenze, per far sì che le lavoratrici e i lavoratori di tutti e tre i siti di Saxa Gres abbiano garanzie occupazionali e possano operare in un contesto dove il made in Italy venga realmente valorizzato», concludono i tre sindacati nazionali.
Fioroni «Si tratta di un passo importante – commenta a margine della riunione Fioroni in una nota – che dimostra che la questione deve essere affrontata a livello nazionale. La Regione Umbria continuerà a essere parte attiva del confronto in corso, con realismo e serietà, sempre a tutela dei livelli occupazionali e della tenuta industriale di un territorio da troppi anni martoriato da una crisi produttiva».
