Un lucchetto blocca i cancelli

di Marco Torricelli

Lo avevano minacciato più volte. E martedì, dopo essere entrati in possesso di una copia della proposta di concordato presentata da Norda al Tribunale di Terni, i lavoratori della Sangemini sono tornati a manifestare. Stavolta bloccando la E45 e poi ‘incatenando’ simbolicamente i cancelli dello stabilimento.

Il blocco Lo stabilimento si è fermato per oltre due ore, dalle 15, e i lavoratori hanno dato vita ad un corteo che si è diretto verso la E45, stavolta arrivando ad occupare la carreggiata che va in direzione di Terni e grazie anche al buon senso mostrato dalle forze dell’ordine – i carabinieri, coordinati dal maggiore Andrea Gavazzi e gli agenti della Digos, coordinati dal dirigente responsabile hanno svolto un lavoro eccellente, riuscendo a ‘governare’ alla perfezione l’emergenza, senza far correre rischi a nessuno – bloccando il traffico per una decina di minuti.

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Il concordato Motivo scatenante della rivolta è stato il prendere atto che le indiscrezioni più volte circolate, in relazione alla proposta di concordato presentata da Norda, erano esatte: il documento – del quale i lavoratori hanno avuto una copia – prevede l’assunzione di 50 addetti a tempo indeterminato e 20 a tempo determinato. Sui 136 che complessivamente – tra Sangemini e Sangemini Fruit – rappresentano l’organico attuale.

I lavoratori Nel piazzale dello stabilimento e poi lungo la strada, la tensione era altissima: «Questo pezzo di carta – diceva un lavoratore, sventolando le pagine del dispositivo del tribunale – i signori della Norda lo possono usare per quello che immagini. Per noi è carta straccia». Mentre una sua collega ribadiva concetti noti: «Quella che vogliono fare è una mera operazione finanziaria sulla nostra pelle, ma non glielo permetteremo». E c’era chi, polemicamente, chiedeva: «Adesso cosa ci verranno a dire gli assessori Riommi e Rometti, che questo è un passo in avanti?», mentre un’altro puntava ‘più in alto’: «Stavolta la governatrice Marini dovrà prendere una posizione chiara».

Sindaco e sindacati Leonardo Grimani, il sindaco di Sangemini, che ha partecipato al corteo insieme all’assessore Luciano Bisonni, è teso: «Questa situazione, che tutti noi stiamo subendo, ma che per queste persone è drammatica, deve essere risolta alla svelta, ma purtroppo noi non abbiamo nessun potere decisionale». Spiazzati, i sindacati rimandano tutto a «mercoledì, dopo l’assemblea con i lavoratori, perché è giusto che decidano loro». Nessuna notizia, dicono, «della richiesta di confronto» che sarebbe stata inviata da Norda.

I debiti Nel documento del tribunale, peraltro, ci sono parecchie altre cose interessanti. Intanto si ha, finalmente, l’ammontare esatto dei debiti di Sangemini: 114 milioni, 361mila e 313 euro. Una parte, circa 6 milioni e 900mila euro di debiti bancari ipotecari (la così detta ‘classe 1’) verrebbero pagati da Norda entro 60 giorni; un’altra parte, circa 14 milioni e 900 mila euro di debiti chirografari (‘classe 2’, prevelentemente creditori) verrebbero ridotti del 90% e pagati in quattro anni; una terza parte – quella più sostanziosa – di circa 76 milioni e mezzo di debiti bancari chirografari (‘classe 3) verrebbero ridotti del 99,9 e pagati in quattro anni. Per gli altri 16 milioni circa vengono previste formule varie di alienazione.

La proposta Nelle carte c’è scritto che «la stipula della cessione dei complessi aziendali» si farà «entro 60 giorni dal passaggio in giudicato» al prezzo complessivo di «15 milioni, 617mila e 323 euro» che sarebbero pagati in parte in contanti (sei milioni e 50mila euro), in parte con l’accollo dei debiti privilegiati bancari (sei milioni, 867mila e 323 euro) e in parte suddivisi in 24 rate mensili (un milione 250mila euro).

L’udienza Il tribunale, nell’accettare la proposta di concordato, aveva anche fissato una data: il 6 marzo, a mezzogiorno. Per quel giorno i cinque commissari nominati devono far svolgere la così detta adunanza dei creditori. Ma è chiaro che la, durissima, reazione dei lavoratori potrebbe rimettere tutto in discussione. Mercoledì, alle 14, si svolgerà un’assemblea all’interno dello stabilimento. Facile immaginare che la tensione sarà alle stelle.

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