di Marco Torricelli

I commissari incaricati dal tribunale stanno ancora raccogliendo le carte, ma per Norda si tratta di una semplice formalità: quello con Sangemini, ormai, viene considerato un affare concluso positivamente.

Il confronto Nella giornata di lunedì sarebbero infatti state spedite le richieste di incontro con le organizzazioni sindacali locali «per avviare la fase partecipativa e di confronto sulle iniziative che si intendono mettere in atto per assicurare la continuità produttiva ed il rilancio dello stabilimento». Come dire: noi saremo i vostri nuovi referenti e, prima iniziamo a parlare, meglio è.

Il mercato Il pool Norda-Tramite sembra avere le idee chiare: «Entro i primi di marzo l’operazione dovrà essere portata a termine – dice una fonte ad Umbria24 – ma per quel tempo dovranno essere definiti tutti gli aspetti relativi al passaggio delle consegne, ivi compresi quelli produttivi, perché il rilancio di Sangemini passa soprattutto dalla piena collocazione sul mercato dei prodotti e per far sì che questo avvenga è necessario concretizzare al più presto gli accordi di distribuzione che sono stati, per forza di cose, fino ad ora solo abbozzati».

Gli accordi Lo stabilimento, insomma, dovrà essere in grado di marciare, in fretta, sulla base delle esigenze della nuova proprietà – o, almeno, di quella che si considera ormai praticamente tale – e, quindi, si vogliono stringere i tempi e arrivare in fretta a stabilire quanto, come e con quanti addetti, potrà uscire dallo stabilimento ed essere spedito ai clienti. Perché appare chiaro che sull’esito del concordato preventivo non si ha il minimo dubbio.

I sindacati Loro, le organizzazioni sindacali, negano. O, meglio, si limitano a dire che «nulla è arrivato, ma se da Norda viene detto questo, sicuramente sarà vero. Se e quando riceveremo l’invito, potremo essere più precisi». Soprattutto perché «il confronto dovrà essere su tutti gli aspetti più importanti, a partire da quello produttivo e occupazionale». Sapendo bene che si tratterà di un confronto duro.

I tempi Entro una settimana; giorno più, giorno meno; le delegazioni – quella aziendale e quella sindacale – potrebbero trovarsi per la prima volta di fronte, magari alla presenza del prefetto, per avviare la trattativa e quella potrebbe essere l’occasione per avere, finalmente, degli elementi di valutazione certi: piano industriale, investimenti e assetti occupazionali previsti.

L’altra offerta Lunedì mattina, però, è successo anche altro: «Io ho presentato in tribunale, dove è giacente una mia proposta formale, un documento di intenti – dice infatti Francesco Agnello, l’imprenditore campano che si propone in alternativa a Norda – nel quale, oltre a ribadire l’interesse per l’acquisizione della Sangemini e a prolungare la mia disponibilità fino al 30 aprile,  dichiaro di essere eventualmente disposto a migliorare l’offerta già presentata».

La richiesta Nei documenti presentati in tribunale, dice Agnello, «è contenuta una richiesta formale di informazioni importanti, essendo la mia proposta basata su quelle ottenute fino al 31 luglio 2013 dalla due diligence telematica, che peraltro oggi non è più disponibile». E quindi «ho chiesto di volermi concedere l’accesso agli atti del concordato presentato dalla Sangemini, del quale ho appreso i contenuti solo attraverso voi dei media che, mi scuso per la franchezza, spesso siete in possesso di notizie parziali ed incomplete».

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