Sangemini, Agnello non molla

di Marco Torricelli

Ormai è – deve esserlo – questione di ore. Entro venerdì, il prefetto Bellesini è stato categorico, la Sangemini deve presentare un progetto credibile e praticabile in tribunale. Ma molto probabilmente non servirà a scrivere la parola ‘fine’ sul travagliatissimo 2013 della storica azienda delle acque minerali. Anzi. Di sicuro sarà solo un nuovo inizio.

Norda Perché né l’azienda, che lo ha detto a chiare note, né il mondo istituzionale e sindacale – che lo fanno solo intuire – tendono a cambiare strategia: l’unico percorso che ritengono praticabile è quello che conduce ad un accordo con Norda-Tramite ed è a quello che si sta lavorando. Tra ‘limature’ di offerte e richieste, messa a punto di un piano industriale, contatti frenetici con banche e creditori e ipotesi di costituzione di una new-co nella quale far confluire la parte ‘buona’ di Sangemini.

Pressing Norda e Tramite starebbero tentando di stringere al massimo i tempi, ma da parte di Sangemini si farebbe ancora una certa resistenza, soprattutto perché c’è sempre in ballo l’ipotesi legata al gruppo Silva che, a differenza degli altri, garantirebbe all’attuale proprietà di poter conservare una quota di minoranza nella nuova società che verrebbe a crearsi.

Le ipotesi Se entro venerdì un progetto arriverà in tribunale, sarà di supporto all’istanza per l’apertura di una nuova procedura concordataria. Che in pratica vuol dire che il giudice potrà stabilire un tempo entro il quale valutare la proposta ricevuta, al termine del quale convocare le parti e definire un possibile percorso. Ora, non sfugge a nessuno che venerdì è il 20 di dicembre e che il 6 gennaio 2014 ‘cade’ di lunedì: ipotizzare uno slittamento, almeno, alla settimana successiva non appare azzardato. Solo che se ne sarà andato un altro mese.

Il concordato Poi si potrebbe arrivare alla ‘definizione della pratica’ e, magari, all’accettazione della proposta Norda-Tramite. Ma Francesco Agnello, l’imprenditore campano che martedì ha ribadito le proprie intenzioni, ha anche garantito di essere pronto a dare battaglia: «Impugnerò qualsiasi determinazione che si basi su proposte non migliorative rispetto alla mia», ha annunciato e tutto lascia prevedere che abbia intenzione di dar seguito alla promessa. Il che significa che la faccenda potrebbe allungarsi ancora a dismisura.

Il ‘decreto’ Soprattutto perché – a confermarlo a Umbria24 è lo stesso imprenditore che ha preso l’iniziativa – un decreto ingiuntivo di pagamento, per crediti pregressi, è stato già presentato nei confronti di Sangemini, mentre un altro creditore sarebbe intenzionato a fare altrettanto. Tutte questioni ‘accessorie’ che, a ben vedere, non faciliteranno una conclusione rapida.

Le voci Su tutta la vicenda, intanto, continua una battaglia sotterranea, fatta di voci e informazioni contrastanti. Di Francesco Agnello – che per la cosa ha già denunciato il sindaco di San Gemini e un consigliere comunale – si ricorda una faccenda di assegni scoperti che, lui, liquida così: «Si è trattato di una vicenda squallida, messa in atto di un mio parente e omonimo, che ha approfittato della situazione e che ho provveduto a denunciare a suo tempo», mentre riguardo al tourbillon delle sue società – aperte e chiuse – lo stesso Agnello dice: «Sono state tutte operazioni fatte alla luce del sole». Ma c’è anche chi getta qualche ombra – che sarebbe legata anche alle iniziative legali intraprese dai creditori di Sangemini – sulla reale situazione di Norda e che ipotizza un tentativo, da parte di quest’ultima, di far crescere il proprio gruppo – con l’inserimento di Sangemini – per alleggerire alcune situazioni di sofferenza. Ma forse, in un caso come nell’altro, si tratta solo di voci. Forse.

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