Un'assemblea alla Sangemini

di Marco Torricelli

Mentre si attende che il tribunale nomini il commissario giudiziale a cui affidare la pratica di concordato – la cancelleria è stata allertata per sabato mattina – a tenere banco, sul fronte della vertenza Sangemini, è una esternazione della Rsu aziendale.

Opinioni diverse? L’impressione, peraltro non nuova, è che tra la rappresentanza sindacale di stabilimento e le segreterie territoriali ci siano pareri diversi su come la vicenda stia evolvendo. Con la prima molto meno ottimista delle seconde. Soprattutto per i tanti punti di domanda che caratterizzano la procedura. Ed il pesante indebitamento dell’azienda.

La Rsu La presa di posizione è, infatti, durissima: «La Rsu della Sangemini è indignata per lo scenario futuro che si prospetta, uno scenario che e il risultato di una gestione, superficiale e forse voluta. Non deve passare inosservato il fatto che in questi ultimi nove mesi l’azienda sopravvive grazie ad una sorta di equilibrio finanziario, allora ci chiediamo come si fa a superare i cento milioni di euro di debito?».

Le colpe Questo debito «non è stato creato dai lavoratori o derivato dal costo del lavoro, facciamo sapere pertanto – dicono i delegati aziendali – che l’assuntore, qualunque esso sia; ‘vero’ o subentrato per una sorta di aiuto tra aziende, anche se questo a noi poco interessa; non può pensare di entrare in Sangemini credendo di far pagare l’intero debito al personale. Questo non può e non deve essere possibile».

La minaccia La Sangemini, insiste la Rsu, «sia per il sito sia per i marchi, è un valore aggiunto per qualsiasi imprenditore arrivi, pertanto esso dovrà confrontarsi con tutte le parti sociali sulle reali intenzioni di rilancio del sito produttivo attraverso la presentazione di un documento scritto prima dell’omologa del concordato, in modo tale da non doverci trovare con un’unica soluzione forzata senza avere la minima possibilità di difesa dei nostri diritti. Se ciò non avviene – è la minaccia già formulata in passato – saremo costretti ad intraprendere le vie legali».

Il segnale Un messaggio chiaro, che più chiaro non potrebbe essere. A chi vuole prendere in mano l’azienda, ovviamente, ma anche alle segreterie territoriali dei sindacati, perché saranno loro ad essere chiamate a verificare le proposte che arriveranno – anche se la Rsu avrà il suo ruolo – e siglare eventuali accordi.

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