di Marco Torricelli
Il termini usati sono «assemblea molto partecipata e con una accesa discussione», che a chi un minimo di dimestichezza con l’argomento – visto che l’assemblea riguardala la Sangemini ed era degli iscritti alla Cgil – fa capire che non sono state rose e fiori.
Il giudizio I lavoratori spiega infatti la Cgil, «pur dando un giudizio positivo relativamente all’accordo, hanno sottolineato le criticità esistenti che sono frutto di una trattativa che per alcuni versi è stata portata avanti con una rigidità eccessiva e che non ha consentito di entrare nei dettagli di quanto sottoscritto».
Chi è rimasto fuori La Cgil garantisce di aver «fatto proprie tutte le difficoltà che investono direttamente quei lavoratori che in questo momento si trovano fuori dal perimetro della newco, per tutti loro è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria, ma questo non risolve le problematiche che dovranno affrontare i 34 lavoratori esclusi, 22 della Fruit e 12 della Sangemini. Per loro la Cgil chiede che quanto prima si dia seguito all’accordo del 1 marzo che prevede l’apertura di un tavolo con Norda e la Regione Umbria proprio per trovare soluzioni concrete per questi lavoratori».
Il confronto Un’altra criticità, secondo la Ccil, «è rappresentata dal nuovo assetto organizzativo, frutto di demansionamenti e spostamenti decisi senza il minimo confronto e che per stessa ammissione dei dirigenti di Norda avranno bisogno di un assestamento. La Cgil è intenzionata per questo a richiedere da subito un confronto con la nuova dirigenza, mettendo in chiaro che è necessario tagliare con il passato, non è pensabile che la gestione dello stabilimento resti in mano ai dirigenti che hanno portato Sangemini al fallimento».
«Servizi cannibalizzati» Servono, secondo il sindacato, «figure autorevoli e capaci che prendano in mano lo stabilimento e insieme alle organizzazioni sindacali costruiscano un nuovo modello organizzativo, anche perché ci troviamo di fronte a reparti e servizi che sono stati letteralmente cannibalizzati. Occorre avviare un confronto a tutto campo per evitare gli errori del passato».
Le istituzioni La Cgil dice poi di ritenere «imprescindibile che le istituzioni giochino un ruolo di protagonismo, ad iniziare dall’amministrazione comunale che deve evitare polemiche dannose e strumentali e avviare un confronto costruttivo con la nuova azienda, insieme alla quale vanno costruite subito le condizioni per avviare un nuovo corso positivo. Ognuno dovrà fare la propria parte. La Flai Cgil è convinta che si possa scrivere una nuova pagina che possa rilanciare il mondo Sangemini, con le sue acque, con i suoi succhi di frutta, con il suo parco, ma soprattutto con i suoi lavoratori».
Le polemiche La vicenda Sangemini, insomma, continua a provocare reazioni e prese di posizione: dopo quella dell’assessore comunale Luciano Bisonni, quella della Fai Cisl nazionale e quella dell’assessore regionale Silvano Rometti. E l’impressione è che non sia finita qui.

Trovo molto interessanti e del tutto condivisibili le considerazioni riportate nell’articolo. Forse non sarà un percorso tanto agevole, ma sicuramente la direzione è quella giusta.