Da sinistra Pierotti, Giannini e Conti oggi a Spoleto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Potrebbe essere un finanziamento europeo a rimettere in piedi la Ims, ex-Pozzi, di Spoleto. Soldi che da Bruxelles dovrebbero tagliare il vecchio continente, fare scalo a Dongo, dove il gruppo industriale ha un altro sito, per poi sbarcare a Spoleto. La possibilità europea, annunciata dai sindacati, spunta a pochi giorni di distanza da un grave atto vandalico compiuto ai danni dell’auto di un delegato Rsu della Fiom-Cgil, anche lui operaio cassaintegrato.

L’incisione: «Sei un venduto» Sulla carrozzeria è stata incisa la scritta «Sei un venduto», firmato «Amici». Un gesto deprecabile e inquietante i cui contorni però non possono non far riflettere sulle continue richieste di chiarezza e trasparenza avanzate da lavoratori in cassa integrazione dall’agosto scorso. Non solo. Il pessimo episodio, purtroppo, appare pure come una conferma di quella distanza e diffidenza verso i sindacati che sottovoce e con cautela più di un operaio tenta di raccontare dall’inizio della crisi della Ims. Il fatto, regolarmente denunciato alle autorità, è stato naturalmente condannato dai tre rappresentanti dei lavoratori, Francesco Giannini (Cgil), Adolfo Pierotti (Cisl) e Umbro Conti (Uil) che hanno espresso solidarietà e vicinanza al delegato Rsu.

I soldi di Bruxelles Oltre all’atto vandalico, la conferenza convocata dalla triplice è servita a fare il punto della situazione e a mettere in fila una serie di condizioni che da qui ai prossimi mesi dovranno necessariamente verificarsi all’interno e all’esterno dell’industria metallurgica di Santo Chiodo. A cominciare da questo finanziamento europeo che dovrebbe interessare l’intero gruppo industriale, il Casti Group, proprietario del sito spoletino. Soldi che, se davvero arriveranno, permetteranno alla proprietà varesina, che poi dovrà restituirli con gli interessi, di tornare a bussare alle porte degli istituti di credito e, quindi, di poter contare su un’indispensabile liquidità.

Manca liquidità per materie prime Sì, perché come noto l’assoluta mancanza di liquidità sta paralizzando l’azienda che, nonostante l’arrivo di qualche commessa, non trova il modo di procedere con l’approvvigionamento delle materie prime. Qualcosa in questo senso però sembrerebbe essersi sbloccato, tanto che i sindacati auspicano «una ripresa graduale della produzione».

«Se Fiat raffreddore, Ims polmonite» Altra questione da risolvere in fretta è quella della diversificazione della domanda in entrata, specie per il capitolo dell’alluminio la cui produzione è completamente assorbita dalla Fiat. Per questo nei giorni scorsi, stando a quanto riferito dai sindacati, si sarebbero più volte aperti i cancelli dello stabilimento per accogliere delegazione di Chrysler, Fiat e Dana. Svincolarsi dalla Fiat non è un mission nuova, tanto che l’espressione «Se a Fiat viene un raffreddore, alla Ims viene una polmonite» è un ritornello a dir poco storico.

Altre 13 settimane di cig In attesa di finanziamenti europei, ampliamento del portafoglio clienti e ripresa graduale della produzione, la proprietà ha formalizzato la richiesta di altre 13 settimane di cassa ordinaria, la terza di quattro tranche a disposizione, e dato appuntamento ai tre sindacalisti per il 25 marzo, data che appare quanto mai singolare trattandosi di una domenica.

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