Negozi al centro commerciale di Collestrada (Foto Fabrizio Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Partono i saldi del dopo Natale, ma dalle indagini dell’Adoc si prevede un significativo calo. I dati certi sono relativi alle regioni che hanno già avviato i saldi, come la Sicilia e la Basilicata, partiti il 2 gennaio registrando un forte calo degli acquisti rispetto ad un anno fa, confrontati poi con le tendenze di casa nostra e gli indici al consumo già percepibili in questi giorni. Infatti c’è da tenere conto della tendenza da parte di molti commercianti, anche all’interno dei centri commerciali ad anticipare i saldi offrendo così anche uno strumento utile per provare a delineare una tendenza.   Giovedì 5 dicembre la data di partenza ufficiale quindi dei saldi in Umbria che rifletterà una tendenza agli acquisti tipica dei primi giorni di sconti, secondo l’associazione dei consumatori. Ma vediamo le previsioni nei dettagli.

Previsioni negative Per l’Umbria sono negative e decisamente poco confortanti. «Stimiamo un calo delle vendite dei saldi pari al 30%  rispetto al 2011 e una spesa in ribasso del 21%. Tradotto: ogni famiglia meidamente non spenderà più di novanta euro per acquisti in periodo di saldi. Dopo i primi due giorni di saldi, dove la curiosità e la scelta sarà maggiore, ci sarà un calo siginificativo delle vendite», rende noto l’Adoc.

Perdono anche gli Outlet «Difatti per la prima volta prevediamo un calo degli acquisti negli outlet ( – 6%) e nei centri commerciali (- 8%). Male anche le vendite di calzature e abbigliamento di medio-bassa qualità , con un calo netto del 25 e 35%», spiega l’Adoc.

«La miopia dei commercianti» «I saldi pagano anche la miopia dei commercianti», è la serrata accusa mossa dall’associazione dei consumatori che considera strategicamente sbagliato il periodo individuato per i saldi e dannoso per le tasche dei consumatori: «Se la stagione dei saldi partisse a ridosso delle feste natalizie, come accade in tutti i paesi occidentali, dagli Stati Uniti all’Inghilterra – spiega l’Adoc – gli incassi per i commercianti potrebbero essere maggiori a quanto registrato. Mentre la logica delle promozioni natalizie applicata dagli stessi esercizi commerciali che non vogliono i saldi anticipati è assurda, danneggia i consumatori, perché non possono acquistare i prodotti della stagione in corso. Pertanto è necessario cambiare la normativa al riguardo magari guardando con favore le liberalizzazioni adottate nella provincia di Trento, dove i commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi»

Regole sui prezzi Alcune regole. Sulla merce in saldo deve essere indicato in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita (i due prezzi originario e scontato e la percentuale di sconto); in caso di vizi o mancata conformità rispetto alle caratteristiche descritte del bene venduto, anche in occasione dei saldi il commerciante deve sostituire la merce. Se il commerciante nel resto dell’anno accetta assegni, carta di credito e bancomat è tenuto ad accettarli anche durante i saldi di fine stagione. Infine, ricordate che le date dei saldi sono regolamentate da precise leggi regionali e/o comunali e comunicate di stagione in stagione

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One reply on “Via ai saldi in Umbria. Adoc: «Prevediamo calo vendite del 30%. La spesa non supera i 90 euro a famiglia»”

  1. per me sinceramente non è stato mai importante se ci sono saldi o no. ho sempre comprato “calzature e abbigliamento di medio-bassa qualità ” come dite voi. preferisco spendere soldi per avere del cibo in abbondanza in casa che fare il modaiolo. tanto sono tutti i prodotti “made in china” sia di medio-bassa qualità-sia di quel altra cioè alta. perciò quelli 90 euro che ne io ne la mia famiglia spenderemmo in saldi compreremmo della carne o parmigiano…….(magari scontati ) 😀 buon anno nuovo

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