Un momento del processo per il rogo Thyssen

Sia fatta giustizia, ma senza penalizzare Terni, la sua azienda più importante e i suoi lavoratori. E’ quanto sostiene il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, che in una nota torna sul processo di Torino per il rogo alla Thyssen dove, nella notte tra il 6 e il 7 dicembre del 2007, morirono sette operai. Il pm Guariniello, al di là delle pesanti condanne chieste per l’ad Hesenhahn e per altri cinque dirigenti, in sede di requisitoria ha chiesto una sanzione pecuniaria da 1,5 milioni di euro e, soprattutto, l’esclusione per un anno da agevolazioni e sussidi e la revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare i propri prodotti per un anno e la pubblicazione di un’eventuale sentenza di condanna sui maggiori giornali internazionali.

Terni pesantemente penalizzata «La sacrosanta verità e giustizia per le vittime del rogo alla ThyssenKrupp di Torino  – dice Di Girolamo – non può comportare una ingiusta e pesante penalizzazione per il polo siderurgico ternano, per i lavoratori ternani e per la città di Terni nel suo insieme». Dopo aver espresso piena solidarietà alle famiglie delle vittime e alla città e «massima fiducia» nella magistratura, Di Girolamo ribadisce che «le sanzioni richieste dalla pubblica accusa comporterebbero di fatto una ingiusta penalizzazione a carico dei lavoratori e del tessuto industriale ternano, in particolare attraverso l’esclusione per il futuro e la restituzione per il passato, da parte della Tk-Ast, di contributi, agevolazioni, finanziamenti e sussidi, inclusi quelli inerenti la cassa integrazione».

Un prezzo assai caro Per Di Girolamo, «un prezzo assai caro ingiustamente riversato interamente sul polo siderurgico ternano, sui lavoratori e sulla città nel suo complesso, aprendo inquietanti interrogativi sulle prospettive future dell’azienda». Da qui il «segnale d’allarme» del sindaco e di altre forze politiche e sociali ternane «per tutelare e garantire le possibilità di tenuta e di crescita del polo siderurgico» a Terni.

Azienda da tempo radicata «E’ il caso di ricordare – prosegue il sindaco di Terni – che la Tk-Ast, a seguito del patto di territorio siglato nell’agosto 2005 presso la presidenza del Consiglio a conclusione della dura e difficile vertenza Magnetico, ha rispettato pienamente i suoi impegni, investendo anche oltre le previsioni di allora per l’ammodernamento e lo sviluppo del sito ternano. Impegni questi che hanno consentito di attraversare gli effetti della crisi globale senza conseguenze devastanti per il tessuto economico e occupazionale ternano». Di Girolamo ricorda poi che «in questi anni Tk-Ast, guidata dall’ad Espenhahn, si è sempre più radicata nel nostro territorio, mettendo in campo ingenti investimenti che ne hanno consentito, assieme al contributo essenziale delle maestranze, la competitività sui mercati mondiali. Essa rappresenta una delle realtà industriali piu’ importanti nel Paese e uno dei principali motori di sviluppo per la nostra città e per l’intero territorio umbro. Sarebbe grave oltre che paradossale se questa realtà subisse pesanti conseguenze dalla vicenda giudiziaria in corso».

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