di Daniele Bovi

Il prolungamento della concessione in favore del colosso dell’acqua minerale Rocchetta è sostanzialmente cosa fatta. Ad annunciarlo l’assessore all’Ambiente Fernanda Cecchini che lunedì mattina, nel salone d’onore di palazzo Donini, ha parlato di quelli che sono i principali dati della «Relazione sull’utilizzazione delle acque minerali e termali» in Umbria nel biennio 2013-2014. «Ne abbiamo discusso nel corso dell’ultima giunta attraverso una mia informativa – ha detto – e credo sia una buona notizia che ci sia un’azienda che fa un grosso investimento in Umbria». La concessione sarebbe scaduta tra otto anni e la giunta ha intenzione ora di rinnovarla per altri 25; di fatto un anticipo del rinnovo grazie al quale Rocchetta potrà continuare a imbottigliare le acque della sorgente fino al 2040». Come spiegano i tecnici della Regione poi, viene inserito con il rinnovo un limite all’estrazione: il tetto è fissato a 25 litri al secondo, mentre oggi «un limite on c’è» anche se quelli captati sono 15. «Il tutto – spiega Cecchini – viene fatto con in accordo con l’amministrazione comunale di Gualdo Tadino, e il piano di investimento e riqualificazione presentato potrà importanti ricadute per il territorio dal punto di vista sociale, economico e ambientale».

Il piano Un piano sul quale c’è anche il placet dei sindacati e che ammonta complessivamente a 30 milioni di euro dei quali sei, ha assicurato Cecchini, per la riqualificazione ambientale. Investimenti finalizzati anche al ripristino, dopo l’alluvione del 2013, dell’area della sorgente, e al completamento, adeguamento e allargamento del nuovo stabilimento. «Un progetto questo – hanno detto i sindacati giorni fa – che avrà una ricaduta occupazionale e, alla fine dell’investimento, dagli attuali 117 occupati, tra diretti e indiretti, si passerà oltre 140», tra gli altri un dirigente, 7 impiegati, 4 operai stagionali, 10 nell’indotto e 6 nella commercializzazione. Il tutto anche grazie al lancio di un nuovo marchio di acqua minerale, ovvero l’acqua Serrasanta che dovrebbe essere nei supermercati a giugno. «Riteniamo che in un momento di crisi come questo – hanno aggiunto i sindacati -, in una zona come la fascia appenninica, non si possa far altro che sostenere tale progetto, consapevoli che anche in questa occasione si possa e si debba trovare una sintesi tra tutela del lavoro e dello sviluppo e difesa dell’ambiente e del territorio».

Contrario il M5S Contro il rinnovo, peraltro già approvato alla fine di ottobre dal consiglio comunale di Gualdo, si è schierato da tempo il Movimento 5 Stelle, secondo il quale «l’ipotesi avallata dai dirigenti regionali in sede di conferenza dei servizi, ossia di consentire un incremento dei prelievi fino a 25 litri al secondo per poi vedere cosa succede e fare le valutazioni del caso – hanno detto giorni fa i consiglieri regionali Liberati e Carbonari – non sembra condivisibile: studi e approfondimenti tecnici e scientifici dovrebbero avvenire prima di autorizzare un incremento degli attingimenti». Secondo i consiglieri la concessive non andrebbe data «in quanto la zona andrebbe tutelata essendo Sito di interesse comunitario ed inoltre manca la Valutazione di impatto ambientale, necessaria visto l’impatto dei prelievi idrici sull’ambiente. L’azienda che imbottiglia quell’acqua minerale versa 400 mila euro di canoni annui alla Regione Umbria, una vera miseria in confronto ai 50 milioni di euro spesi per la pubblicità. Inoltre, nonostante la legge preveda che il 20 per cento di quelle cifre debba andare ai Comuni, all’Amministrazione comunale sono stati riconosciuti in questi anni solo 16 mila euro».

Twitter @DanieleBovi

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