Una centrale Enel

di D.B.

Entro febbraio Enel presenterà delle ipotesi per una riconversione della centrale di Pietrafitta e di quella di Bastardo. Ad assicurarlo è l’amministratore delegato della società Francesco Starace che mercoledì ha incontrato a Roma la presidente della Regione Catiuscia Marini e l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti. Starace ha anche rassicurato a proposito della salvaguardia dei posti di lavoro mentre sulle ipotesi per Bastardo (che dovrebbe essere chiusa o riconvertita entro il 2019) e Pietrafitta (dove recentemente Enel ha chiuso un vecchio impianto) aprirà, una volte presentate, un dialogo con istituzioni e sindacati. Quanto al piano di riorganizzazione che Enel ha in mente per l’Umbria, fortemente contestato sia dai lavoratori che dal mondo politico, l’amministratore delegato della società si è limitato ad ascoltare le proposte di Marini e Rometti promettendo che approfondirà problemi e proposte ma tenendo la barra dritta sulla riorganizzazione.

I PROBLEMI DI BASTARDO E PIETRAFITTA

Riorganizzazione Secondo il piano, l’azienda vorrebbe ridurre da tre a una le zone di distribuzione e da sette a quattro le unità operative; in più Perugia dovrebbe perdere anche l’ufficio di coordinamento. La controproposta di Regione e sindacati prevede il mantenimento di due zone omogenee da circa 480 mila utenti ognuna «anche in considerazione – spiega palazzo Donini – della ristrutturazione generale a livello nazionale che prevede tagli del 33%, mentre in Umbria arriverebbe al 67%». Marini e Rometti poi hanno chiesto di «rivedere la soppressione del Distaccamento regionale dell’esercizio di Perugia poiché l’accentramento con Firenze comporterebbe la scomparsa dall’Umbria di figure con responsabilità e potere decisionale, necessarie per garantire il coordinamento funzionale a livello regionale e un miglior rapporto con le istituzioni locali».

Twitter @DanieleBovi

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