Online le dichiarazioni dei redditi di deputati e senatori

di Daniele Bovi

Sono solo sei su sedici gli onorevoli eletti in Umbria che hanno dato il proprio via libera affinché la loro situazione patrimoniale fosse pubblicata sui siti di Camera e Senato, a disposizione di tutti i cittadini. Una percentuale bassa, ancora più bassa se si pensa che gli umbri «purosangue» sono appena quattro: Rocco Girlanda (Pdl), Marina Sereni (Pd), Carlo Emanuele Trappolino (Pd) e Walter Verini (Pd). Gli altri due, Sandro Gozi e Francesco Ferrante, nel 2008 erano stati candidati dal Pd nelle liste umbre pur essendo nato a Cesena il primo e a Palermo il secondo. Un caso da sottolineare è quello dell’eugubino Girlanda, visto che gli altri onorevoli del suo partito ad aver dato l’ok sono appena 41.

Girlanda, la mosca bianca Quasi tutti quelli che hanno scelto di rendere pubblici i propri patrimoni sono deputati mentre dal Senato, tolto Ferrante, non perviene nessun 740. Guardando ai partiti, Girlanda è la mosca bianca del Pdl visto che nessuno dei suoi  onorevoli colleghi, ossia Franco Asciutti, Domenico Benedetti Valentini, Ada Spadoni Urbani, Luciano Rossi e Pietro Laffranco, ha deciso di firmare la necessaria liberatoria. Insomma, l’operazione trasparenza non si può dire certo riuscita. Dalle parti del Pd all’appello mancano Gianpiero Bocci, Mauro Agostini e Anna Rita Fioroni. Non pervenuto neanche Francesco Rutelli, catapultato in Umbria nel 2008 nelle liste Pd e ora a capo dell’Api, poi confluita nel cosiddetto Terzo Polo insieme a Fli e Udc.

Redditi e macchine E così spulciando tra i (pochi) numeri a disposizione si scopre come il più «ricco» dei sei sia Rocco Girlanda, che dichiara 225 mila euro di reddito complessivo (dal quale ovviamente vanno tolte le tasse). A ruota ci sono Francesco Ferrante (143.199 euro), Sandro Gozi (135 mila euro), Marina Sereni (125.910 euro) e Carlo Emanuele Trappolino (124.890 euro) che spiega anche di aver comprato una Fiat Multipla mentre una Punto nel maggio 2010 è stata rubata a  Walter Verini, che così dichiara di aver dovuto mettere mano al portafoglio per comprarne un’altra. Il deputato altotiberino chiude la classifica con 114.435 euro dichiarati.

Le spese elettorali A disposizione ci sono anche i numeri relativi alla rendicontazione delle spese elettorali e qui la classifica si ribalta. In testa c’è Walter Verini con oltre 54 mila euro di spese dichiarate e finanziate tramite le donazioni ricevute da persone fisiche e non. Il divario con gli altri onorevoli è abissale tanto che tutti insieme gli altri cinque non arrivano a spendere, tanto per fare un confronto, quanto speso nel 2010 dal socialista Silvano Rometti per essere eletto consigliere regionale.

W il Porcellum Segno che il Porcellum, la legge elettorale che ha creato un parlamento di nominati dalle segreterie di partito, è servito a far risparmiare soldi agli aspiranti onorevoli e alle casse dei partiti, «nutriti» anche dal finanziamento pubblico mascherato da rimborso elettorale. Per la sua campagna elettorale Rocco Girlanda dichiara di aver speso circa 9 mila euro, Francesco Ferrante qualche spicciolo in più, Marina Sereni 5.907, Sandro Gozi 4 mila e Trappolino 3.600 euro. Da solo, Silvano Rometti nel 2010 ne ha spesi 39.995 mentre gli altri aspiranti consiglieri, in media, circa 20 mila.