di Iv. Por.
Dati positivi per l’economia umbra arrivano anche dal Focus economia Umbria della Ires Cgil Toscana, riferito al II trimestre 2015. Ma il sindacato parla di «ripresa più visibile sulla carta che nella realtà» e chiede di traferire il segno più anche alle dinamiche occupazionali.
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Più occupazione, meno disoccupati Dal rapporto emerge un «consolidamento della fase di recupero dei posti di lavoro persi, iniziata nel terzo trimestre del 2014: in particolare in questo secondo quarto del 2015 si è intensificato il ritmo di recupero della dinamica tendenziale dell’occupazione (da +1,5% a +3,7% con circa 13 mila posti in più in un anno). Aumenta prevalentemente la componente alle dipendenze e la dinamica del genere femminile risulta maggiormente sostenuta. Torna a crescere il tasso di occupazione, guadagnando 2,7 punti in un anno e attestandosi al 63%; in parallelo la disoccupazione scende al 9,8% riducendosi di 4 decimi di punto nel corso dei dodici mesi, ma perdendo 2,7 punti nei confronti del precedente trimestre, corroborando tuttavia la giusta direzione che sta imboccando il mercato del lavoro regionale».
Più posti stabili Ires segnala anche una «riattivazione della domanda di lavoro, dal lato avviamenti, che si intensifica in misura crescente consolidando il trend positivo del precedente trimestre (da +7,5% a +7,6%). Si conferma soprattutto il rafforzamento del contributo apportato dalla dinamica dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+69,3%) che in un anno hanno visto crescere la propria quota di incidenza di 5 punti (da 8,9% a 14%) influendo sull’aumento complessivo degli avviamenti di lavoro dipendente (+12,6%); in parallelo il lavoro a termine ha presentato una dinamica meno intensa (+4,5%) insieme al proseguimento della contrazione delle altre forme di lavoro (da -10,7% a -11%)».
Cassa integrazione A settembre 2015, in valori cumulati, le ore autorizzate di cassa integrazione hanno raggiunto un valore pari a circa 10,5 milioni aumentando del 2,7% risentendo soprattutto della ripresa della deroga (+52,2%) e anche del contributo della gestione straordinaria (+14,3%) mentre diminuisce in misura consistente la dinamica tendenziale della componente ordinaria (-27,3%).
C’è crescita La dinamica dell’industria manifatturiera si caratterizza per una crescita del 4,2% rappresentando «un incremento – si sottolinea – piuttosto rilevante rispetto alla variazione tendenziale rilevata nel primo trimestre di quest’anno (-0,3%) e assumendo una certa importanza, considerando che rappresenta una vera e propria inversione ciclica dopo almeno tre anni di contrazione continua; il fatturato, sotto la spinta della componente estera, è cresciuto del 3,1% parallelamente a un portafoglio ordini complessivo in forte miglioramento». Anche il commercio al dettaglio evidenzia una «evoluzione del fatturato che torna su valori positivi (da -2,3% a +2,6%)». Segno più per le esportazioni che «proseguono nel loro percorso di recupero con un aumento che al netto del settore dei metalli ha evidenziato un +7%». Da segnalare poi «un rilevante incremento delle importazioni (+4,2%) che sembrerebbe andare a coprire con produzione estera una parte del moderato recupero della domanda interna».
Credito L’erogazione del credito nel complesso evidenzia un «miglioramento ulteriore della dinamica dei finanziamenti erogati (da +1,1% di marzo a +2,4% di giugno); per le imprese di minori dimensioni si segnala un moderato deterioramento (da +1,2% a -0,6%). Per le imprese più strutturate la variazione risulta in moderato ma costante miglioramento (da +0,1% a +0,9% a luglio). Per le famiglie consumatrici l’andamento crescente migliora ulteriormente tra marzo e giugno (da +0,6% a +3%)»
Cgil: «Ripresa su carta» Tutti questi dati positivi non sembrano, però, convincere fino in fondo la Cgil. «La ripresa che i numeri contenuti nel rapporto Ires descrivono – commenta il segretario generale della Cgil Umbria, Vincenzo Sgalla – è purtroppo una ripresa più visibile sulla carta che nella realtà. Realtà che è ancora fatta di quasi 200 aziende umbre in crisi, come descritte nella nostra mappa e di 80mila persone che rientrano, a vario titolo, tra coloro che hanno bisogno di un lavoro. Inoltre, anche gli stessi dati positivi rilevati nello studio dimostrano come gli elementi di crescita siano dovuti a fattori esogeni, quali il basso costo del petrolio, i bassi tassi di interesse e gli incentivi alle assunzioni elargiti dal governo nazionale. Incentivi che peraltro, già dal prossimo anno saranno ridotti del 50% per poi cessare completamente. Per questo serve ora e subito un intervento delle politiche regionali in grado di sfruttare questi fattori esterni, avendo come obiettivo fondamentale una vera e strutturata ripresa dell’occupazione, che sia però occupazione di qualità. Per questo la nostra azione, a partire dall’iniziativa del 27 novembre nella quale insieme a Cisl e Uil e ai tre segretari nazionali incontreremo centinaia di lavoratrici e lavoratori al centro congressi Capitini di Perugia, mirerà alla costruzione di una proposta per l’Umbria che parta da due capisaldi: sicurezza sul lavoro e legalità».
