La trattativa per la cessione della Basell per i sindacati «sembra oramai giunta allo stadio finale, alla quale manca a questo punto solo l’ultimo passo per la sigla di un accordo che, dopo tre anni di impegno dei soggetti interessati, dovrebbe finalmente far decollare il nuovo progetto di reindustrializzazione del polo chimico». Lo sostengono Filctme Cgil, Femca Cisl e Uil Cem che lunedì a Perugia hanno svolto un incontro con l’assessore regionale Vincenzo Riommi per fare il punto della situazione sul Polo chimico ternano.
Il nuovo Polo La chimica verde della Novamont, la produzione energetica di Terni Energia insieme ad Asm e forse Edison, la piattaforma delle plastiche riciclate del centro Italia della Cosp Tecnoservice, con la collaborazione di Co.re.pla., rappresentano lo zoccolo duro del nuovo polo chimico, che però necessitano dell’apporto produttivo degli altri soggetti presenti Meraklon e Treofan, come protagonisti di quella plastica tradizionale che ancora molto rappresenta sul panorama italiano europeo e mondiale.
Meraklon e Trofan Ed è proprio su queste due ultime aziende che è concentrata l’attenzione del sindacato e istituzionale; la Meraklon alle prese con il bando di gara per la cessione dell’azienda ad un produttore che ne garantisca l’integrità e la continuità produttiva, anche attraverso un piano di investimenti che rilanci il suo marchio sul mercato nazionale ed internazionale; la Treofan alle prese con un mercato difficile a causa della crisi economica internazionale, ma anche con cambiamenti e riorganizzazioni dei massimi vertici internazionali, con i quali è stato richiesto un incontro prima possibile, per capire strategie ed opportunità.
Il bando L’altro elemento positivo per i sindacati è il secondo posto del cluster della chimica verde che vedrà la possibilità di accedere a finanziamenti per 40 milioni di euro di bandi europei, finalizzati alla realizzaziuone di progetti veri e concreti, che vedono coinvolte Novamont, Meraklon, Treofan e Tarkett, che potrebbero rappresentare un altro tassello importante per il rilancio di un pezzo importante dell’industria ternana.
Dalle parole ai fatti «Il ruolo dei lavoratori ternani – sostengono i sindacati – è stato determinante per far sì che all’abbandono di Basell dal territorio, si costruisse un contesto favorevole per il futuro; quei lavoratori ai quali le stesse aziende devono una risposta, a partire dai primi sette ai quali al 31 dicembre scadrà la mobilità e si ritroverebbero disoccupati. La Regione dell’Umbria si attiverà per convocare subito nei prossimi giorni, i soggetti imprenditoriali coinvolti, per iniziare a dare le prime risposte a livello sociale e sancire finalmente l’inversione di tendenza ponendo fine alla smobilitazione e guardando al futuro da protagonisti. Ora dopo tanto parlare e tanti seminari sulle opportunità della Green economy è il momento di passare ai fatti».
