Un miliardo di euro per le pmi del territorio saranno liberate grazie all’accordo tra Confindustria Umbria e Casse di Risparmio dell’Umbria, il soggetto nato dalla fusione delle vecchie CR locali. L’intesa è stata presentata da Umbro Bernardini, presidente Confindustria Umbria, Luca Tacconi, consigliere Confindustria Umbria, Vanni Bovi, direttore generale Casse di Risparmio dell’Umbria, Luciano Nebbia, direttore regionale Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna di Intesa Sanpaolo, e Antonio Alunni, presidente Comitato Regionale Piccola Industria Confindustria Umbria.
Plafond di un miliardo L’accordo firmato è il quarto dal 2009 e mette a disposizione delle Pmi del territorio un plafond di 1 miliardo di euro e che rafforza ancor di più la collaborazione tra Confindustria Umbria e Casse di Risparmio dell’Umbria che, con la firma di oggi, hanno ratificato a livello regionale l’accordo nazionale sottoscritto da Confindustria Piccola Industria e il Gruppo Intesa Sanpaolo che prevede un plafond di 10 miliardi di euro, di cui 200 milioni di euro dedicati a finanziare progetti innovativi di nuove imprese.
Sviluppo Business Internazionale L’industria italiana – viene rimarcato nell’intesa – sarà sempre più dipendente dall’estero e in particolare dai paesi emergenti, più difficili e lontani. Nel 2015 il peso di questi paesi sui mercati mondiali supererà il 50%; all’inizio del millennio era ancora al 33%. In questo contesto le imprese dell’Umbria sono già ben posizionate: il peso dei paesi emergenti sull’export è infatti pari al 36%, prossimo al livello nazionale, pari al 38%. Vi sono comunque ancora notevoli spazi di miglioramento.
Export facile Per competere in mercati sempre più globali, l’accordo propone una piattaforma di prodotti, eventi e servizi consulenziali (tra i quali i portali Trade Esplora, Greentrade e un programma di incontri sul territorio) a supporto delle strategie di espansione e di internazionalizzazione delle Pmi. Tra le soluzioni finanziarie più innovative Export Facile, un prodotto di copertura del rischio d’insolvenza dei debitori esteri fino al 100% a fronte dei crediti ceduti pro-soluto. Export Facile, inoltre, fornisce alle imprese liquidità aggiuntiva e alternativa alle tradizionali linee di credito, supportando le strategie di esportazione delle imprese e facilitandone il commercio con l’estero. In tale direzione sono già state individuate in Umbria 136 aziende esportatrici che potrebbero usufruire di tale soluzione. Nel corso del 2013 i gestori di Casse di Risparmio dell’Umbria, coadiuvati da specialisti, incontreranno queste imprese.
Crescita dimensionale Per esportare di più occorre avere dimensioni d’impresa maggiori, anche per attivare nuove leve competitive. Le imprese piccole rispetto alle medio-grandi scontano un divario del 70% per brevetti e marchi internazionali, e del 50% per le certificazioni di qualità/ambientali. L’accordo propone servizi di consulenza specialistica per le Pmi che affrontano momenti di discontinuità e cambiamento in ottica di crescita e fornisce soluzioni per l’avvio di processi di aggregazione. Sono previste anche forme di collaborazione come la costituzione di Reti d’Impresa, operazioni di finanza straordinaria, M&A, passaggi generazionali, ricerca partner su scala nazionale e internazionale. Il servizio è fornito dalla Divisione Corporate & Investment Banking-Banca IMI e si avvale della collaborazione di appositi specialisti presenti sul territorio, mettendo a disposizione servizi tradizionalmente accessibili solo alle aziende di grandi dimensioni.
Nuova imprenditoria La crescita economica deve puntare anche sul consolidamento e lo sviluppo di nuove imprese. La probabilità di sopravvivenza delle start-up italiane è superiore a quella delle analoghe tedesche. Le nostre start-up crescono poi più rapidamente: negli ultimi 6 anni hanno creato 2,76 milioni di nuovi posti di lavoro (pari al 17% degli occupati). Nell’ambito del programma di Piccola Industria Confindustria «AdottUp», che prevede un coinvolgimento attivo in termini di “tutorship” da parte di aziende associate, l’accordo odierno prevede servizi e iniziative volti a facilitare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Le migliori idee imprenditoriali, selezionate dal Comitato congiunto Intesa Sanpaolo-Confindustria, vengono infatti “adottate” da imprese, segnalate da Confindustria, già consolidate sul mercato affinché, in qualità di “incubatori”, le aiutino a svilupparsi in business sostenibili anche grazie alle iniziative di Intesa Sanpaolo Neoimpresa e Officine Formative.
Il dialogo tra impresa, banca e territorio Per attivare e sviluppare una relazione “virtuosa” fra impresa e banca, l’accordo conferma e rinnova, nel segno della continuità, i servizi di consulenza globale mediante strumenti di dialogo e supporto già attivati nei precedenti accordi, ora ulteriormente arricchiti e implementati di nuove funzionalità. Con tali strumenti Casse di Risparmio dell’Umbria intende favorire la creazione di una partnership strategica impresa-banca basata su un dialogo costruttivo e trasparente finalizzato a consentire alle Pmiun più semplice accesso al credito e condizioni migliori. Sono già state identificate oltre 170 Pmi, per le quali sono state valutate l’adeguatezza dei requisiti di bancabilità e di quelli richiesti per l’accesso ai plafond agevolati. Queste imprese saranno contattate nel prossimo semestre per proporre soluzioni finanziarie a sostegno della loro crescita. L’utilizzo infatti degli strumenti di dialogo, come Diagnostico e Simulatore, consente alla banca di migliorare la valutazione del merito creditizio e all’impresa di acquisire una maggiore conoscenza del proprio grado di “bancabilità” oltre a favorire la conoscenza e la possibilità di accedere agli strumenti di facilitazione creditizia messi a disposizione dal sistema (es. provviste agevolate Bei e Cdp, plafond Abi, Fondo Centrale di Garanzia).
Bernardini «Il protocollo sottoscritto – spiega – Umbro Bernardini, presidente Confindustria Umbria – conferma gli strumenti già attuati nelle quattro precedenti edizioni, e ne introduce di nuovi, anche su sollecitazione della nostra Organizzazione. Il plafond impegnato in questo progetto rappresenta una somma importante, ma che avrà un reale significato solo se utilizzata e utilizzabile da parte delle nostre imprese. L’impegno di Intesa Sanpaolo ed anche il nostro sarà dunque quello di agevolare l’accesso agli strumenti individuati, condividendo l’obiettivo comune della “tenuta” e dello sviluppo del tessuto imprenditoriale umbro. Questo accordo risponde al principio di unire le forze positive della nostra regione per uscire da una crisi che mette a dura prova il patrimonio produttivo, nel reciproco rispetto di ruoli e nella costante ricerca di collaborazioni e convergenze indispensabili per lo sviluppo».
Tacconi Per Luca Tacconi, consigliere Confindustria Umbria, «parlare di un accordo sul credito specializzato a sostegno delle imprese, in un momento in cui esistono tante necessità e un’oggettiva rarefazione del credito, è di per sé un elemento assai positivo. A maggior ragione, se tale accordo si propone d’essere rapidamente e concretamente operativo. Per altro va osservato che, in un contesto in cui tutto cambia e deve adeguarsi rapidamente alle nuove sfide congiunturali, l’occasione che si presenta oggi assume per noi imprenditori umbri, ma crediamo anche per il Gruppo Intesa Sanpaolo, un significato più importante, rispetto a quello di altri territori. Infatti entrambi ci presentiamo a questo appuntamento di rinnovo dell’accordo sul credito con due soggetti unitari sottoscrittori: Confindustria Umbria e Casse di Risparmio dell’Umbria, che rappresentano un concreto risultato di razionalizzazione compiuta».
Nebbia Luciano Nebbia, direttore regionale Toscana, Umbria e Lazio di Intesa Sanpaolo ha affermato come «il momento esige uno sforzo comune per valorizzare la creatività tipicamente italiana e la determinazione che contraddistinguono la nostra Piccola Impresa. Il dialogo, che è il tratto distintivo di questi accordi con Confindustria, è fondamentale per conoscere e approfondire difficoltà e potenziale delle imprese. Queste devono poi essere aiutate e spronate a compiere un decisivo passaggio culturale per dotarsi degli strumenti necessari per meglio competere sui mercati internazionali. L’accordo di oggi intende facilitare il dialogo con le aziende e supportare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese con uno sguardo anche a quei giovani che hanno idee e spirito imprenditoriale e che vanno incoraggiati e sostenuti nel guardare all’autoimprenditorialità come importante opportunità per il loro futuro».
Bovi Secondo Vanni Bovi, direttore generale Casse di Risparmio dell’Umbria, «la crescita è possibile quando le piccole e medie imprese investono in innovazione, aumentano la propria massa critica attraverso forme di aggregazione come le reti d’impresa e quando accettano le sfide della globalizzazione. Da questo punto di vista le aziende umbre attive nel cercare nuovi sbocchi commerciali o produttivi all’estero possono essere di esempio e di stimolo nell’incentivare processi che superino i confini del mercato interno e favoriscano maggior competitività. L’internazionalizzazione è una sfida che alcuni hanno colto e per la quale altri si stanno preparando con cura e determinazione, anche grazie al supporto del nostro Gruppo in termini di offerta innovativa di prodotti per l’export e di servizi di consulenza per l’internazionalizzazione».
