di Chiara Fabrizi

Nel 2025 il Pil dell’Umbria crescerà soltanto dello 0,24 per cento e risulta la seconda peggiore previsione regionale, perché in condizioni più critiche versa solo la Valle d’Aosta (-0,16). Così l’ultimo rapporto rilasciato mercoledì mattina da Svimez per fare il punto sull’economia del paese e quindi delle regioni, con cui viene di fatto segnalato un rallentamento generalizzato che, peraltro, non tiene conto di una variabile: le politiche commerciali che gli Stati Uniti del presidente Donald Trump hanno annunciato di voler introdurre.

In particolare, la stima di una crescita allo 0,2 in Umbria fa il paio con una previsione del Centro Italia e dell’intero paese stimata allo 0,7. Tant’è che per gli analisti di Svimez l’Umbria «arranca»: in Toscana e Lazio, infatti, è atteso un incremento dello 0,8, mentre nelle Marche dello 0,6. Nel report vengono indicate anche le previsioni di crescita del Pil per il 2026, che per l’Umbria valgono lo 0,7 a fronte dell’1 per cento del Centro Italia. Da segnalare che nel 2024 l’economia della regione ha fatto registrare una certa vivacità, con un aumento del Pil valutato all’1,2 per cento, che rappresenta il terzo miglior risultato, dietro a Toscana e Sardegna entrambe a 1,5. Sempre Svimez, però, nel giugno scorso aveva tirato le fila sul quinquennio 2019-2023, rilevando un arretramento del Pil umbro del 2,5 per cento.

Nel report appena rilasciato vengono anche stimati i consumi delle famiglie. In questo senso le previsioni Svimez tengono conto di uno «scenario senza significative e durature impennate nel costo delle materie energetiche», che si stanno registrando in questo primo scorcio di 2025. Secondo l’analisi, comunque, i consumi delle famiglie umbre nell’anno in corso dovrebbero crescere al ritmo dell’1,05 per cento, che risulta inferiore a quello del Centro Italia previsto all’1,4 per cento.

Tra le pieghe del report, poi, l’Umbria risulta anche tra le regioni che già fanno i conti con una flessione rilevante degli addetti nel comparto industriale, dove a livello europeo è in corso una recessione. Secondo l’elaborazione dei dati Istat realizzata da Svimez, infatti, nei primi tre trimestri del 2024 il comparto industriale umbro ha patito una contrazione dell’8,5 per cento della forza lavoro che risultava occupata nello stesso periodo del 2023. In questo senso, viene segnalato che se «se è vero che in Italia nel 2024 l’occupazione industriale è rimasta mediamente stabile sui livelli del 2023 è altrettanto vero che ci sono già nove regioni che hanno evidenziato diminuzioni anche significative». Una di queste è l’Umbria, che fa peggio soltanto della Campania (-8,9 per cento). L’arretramento dell’industria non è secondario in Umbria, almeno sul fronte occupazionale, perché come segnala Svimez poco più del 20 per cento degli occupati della regione operano in quel comparto.

Nel complesso, però, l’occupazione in Umbria ha tenuto. Il report Svimez, infatti, segnala anche come, sempre prendendo in esame i primi tre trimestri del 2024, le persone che lavorano sono cresciute del 3,1 per cento, che è anche il terzo miglior risultato regionale. Si tratta di 11.300 occupati in più rispetto ai primi tre trimestri del 2023 di cui 4.600 sono stati assunti e sono quindi lavoratori dipendenti, con una crescita più contenuta e quantificata all’1,6 per cento, che è il nono miglior risultato regionale. I restanti 6.700 nuovi occupati sono classificati come “lavoratori indipendenti” e per loro la crescita è la seconda più marcata del paese, attestandosi all’8,8 per cento.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.