Lavoratori all'ingresso della fabbrica

Nessun incontro, almeno ufficiale, tra le istituzioni locali e Nestlé. A dirlo è la multinazionale svizzera che interviene dopo le dichiarazioni fatte lunedì pomeriggio in consiglio comunale dall’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni, che aveva risposto a un’interrogazione del consigliere Tommaso Bori (Pd), innescando poi un botta e risposta con il segretario provinciale della Cgil Vincenzo Sgalla. «Nestlé Italiana – scrive l’azienda in una nota – smentisce che ci siano già stati incontri tra le istituzioni locali e i propri manager impegnati su Perugina: le dichiarazioni e le analisi riportate dalla stampa sono dunque da considerarsi esclusivamente a titolo personale di chi le ha espresse».

Grande attenzione «Teniamo a sottolineare – è detto ancora – che Nestlé si sta occupando con grande attenzione della fabbrica di San Sisto con iniziative concrete per favorire il rilancio di Perugina e del marchio Baci, agendo peraltro in uno scenario di severa crisi di consumi». La multinazionale riferisce poi che la sua posizione verrà quindi illustrata ufficialmente dal management aziendale alla presidente della Regione Catiuscia Marini in un incontro già fissato nonché, come di consueto, alle rappresentanze dei lavoratori. Ogni ulteriore illazione sui contenuti di tali incontri e, più in generale, sullo stabilimento in questione, è da ritenersi puramente speculativa».

Giacopetti «Mettendoci al riparo dalla strumentalità o da tentativi di facili speculazioni – dice poi il segretario comunale del Pd Francesco Giacopetti -, con l’obiettivo esclusivo di impegnarci a interpretare e rappresentare l’interesse generale, ribadiamo la necessità che la mobilitazione per la salvaguardia di produzione e posti di lavoro alla Perugina-Nestlè sia responsabile, solida, larga e partecipata. La vicenda Ast sta a dimostrare che solo attraverso una mobilitazione solida, larga, partecipata, responsabile si ottengono risultati in grado di salvaguardare il territorio e i lavoratori. Per questo non possiamo permetterci scivoloni o semplificazioni rispetto a un percorso istituzionale che deve caratterizzarsi come serio e credibile. Perugia ha bisogno, oggi, che la sua amministrazione comunale sia attenta alle sorti della multinazionale, che sappia stare sul pezzo con autorevolezza e serietà; non si può pensare di cavarsela con risposte evasive e inadeguate».

Cardinali: «Superficialità e improvvisazione» «Con profondo rammarico – sostiene la senatrice Pd Valeria Cardinali – devo dire che tanta superficialità e improvvisazione su un tema così importante e delicato raramente l’avevo riscontrata in un’amministrazione comunale e questo da cittadina e da rappresentante delle Istituzioni mi preoccupa non poco. Un assessore che risponde in consiglio comunale, massima assise cittadina, ad una formale interrogazione di un consigliere e che il giorno dopo viene smentito, a ragione, così duramente su tutta la linea, è un fatto grave e direi inaccettabile, senza contare il danno d’immagine che ne riceve l’Istituzione. Se questo era il cambiamento tanto auspicato, siamo messi proprio male, ma lo sono soprattutto i cittadini che rischiano di pagare sulla propria pelle tanta approssimazione. Chiunque conosca minimamente la realtà (e anche un po’ di storia) – aggiunge Cardinali – sa che parlare di Nestlè-Perugina significa parlare di un pezzo importante di economia di Perugia e del’Umbria, significa preoccuparsi del destino di quasi mille dipendenti e relative famiglie, significa affrontare la seconda vertenza umbra per dimensione dopo quella dell’Ast e ci vuole senso di responsabilità, rispetto, massima serietà, competenza e capacità per affrontare questi temi, sapendo che a volte non basta nemmeno questo».

Intervenga il sindaco Bene ha fatto la Nestlè, secondo Valeria Cardinali, «a chiarire come siano davvero andate le cose, lo ha fatto in maniera netta e inequivocabile, visto che sarebbe stato grave avallare l’idea di incontri ufficiosi (stile pacca sulla spalla!) con un’istituzione come luogo in cui parlare del futuro dell’azienda e dei lavoratori. Nestlè correttamente riporta la discussione nelle sedi opportune, cioè l’incontro chiesto qualche giorno fa dalla Regione e rinnova la disponibilità al confronto con i sindacati. Sono convinta che il sindaco della città, consapevole di quanto la vicenda stia a cuore a tutti i cittadini, deciderà di occuparsi personalmente della Perugina, partecipando direttamente al tavolo a fianco della Regione e con il supporto dei parlamentari, consentendo all’istituzione comunale di recuperare la dignità che merita e il ruolo che gli compete».

2 replies on “Perugina, Nestlé smentisce Fioroni: «Nessun incontro con le istituzioni locali»”

  1. Questo e’ quello che QUALCUNO AVEVA SCRITTO
    800 persone riescono a coprire i costi dello stabilimento di SanSisto?,All’ expò portano un marchio,non una citta’ o uno stabilimento.Fanno bene i sindacati a preoccuparsi,la politica purtroppo continua imperterrita a non preoccuparsi,ma è mai possibile che nessun politicante pensi alle persone che rischiano il posto di lavoro?LA PERUGINA E, RIMASTA IL SOLO MARCHIO IMPORTANTE DI QUESTA CITTA’ E NON CI SI PUO’ SCHERZARE SOPRA O FARE DICHIARAZIONI FRUTTO DI SOGNI NOTTURNI

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