Lavoratori all'ingresso della fabbrica

di Ivano Porfiri

In incontro interlocutorio in un clima teso, dopo la rottura delle trattative e la proclamazione dello stato di agitazione. E’ durato circa 4 ore il confronto che si è svolto nella sede di Confindustria Perugia tra Nestlè Italia, le organizzazioni sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil dell’Umbria e la Rsu Perugina di San Sisto. L’azienda, per l’occasione, era rappresentata da Gianluigi Toia, direttore delle relazioni industriali di Nestlè, Massimo Morri, direttore pro tempore dello stabilimento Nestlè-Perugina, e Mirco Pisano, direttore risorse umane Nestlè-Perugina.

Nestlé conferma gli esuberi Secondo indiscrezioni, la cassa ordinaria è stata prolungata fino a giugno. La vertenza si trova ancora in una fase interlocutoria e pare che Toia non abbia ancora scoperto per intero la sua proposta, anche se fonti sindacali riferiscono da parte di Nestlè la conferma dei 180 esuberi nella fase di curva bassa della produzione.

Controproposta Le parti sindacali hanno avanzato, a quel punto, in linea con l’accordo precedente, una proposta di internalizzazione di tutte le attività attualmente delegate da Nestlè a soggetti terzi, come possibile strumento per evitare gli esuberi stessi. Oltre a questo, sindacati e Rsu hanno ribadito la necessità di un piano industriale volto a rafforzare la fabbrica di Perugia, con investimenti che garantiscano maggiori volumi ed un parallelo rafforzamento della rete commerciale, oggi carente – sostengono i sindacati – nella promozione e distribuzione dei prodotti.

Valutazione L’azienda ha preso atto della proposta e si è riservata di dare una risposta in tempi stretti, ma non è escluso che Toia porti sul tavolo, che sarà dunque riconvocato entro i primi 15 giorni di maggio, alla presenza del responsabile dolciario del gruppo Corrado Castrovillari, una proposta.

Il contratto integrativo Nel frattempo, l’attenzione dei sindacati resta massima, anche vista la rottura, a livello nazionale, della trattativa per il rinnovo dell’integrativo aziendale che riguarda l’intero gruppo, ma naturalmente anche il sito di San Sisto. Nei giorni scorsi, a tal proposito, sono infuriate le polemiche sia per gli esuberi locali, che per la presunta volontà della Nestlé di voler sostituire i contratti a tempo indeterminato con altre forme contrattuali. Anche il sindaco Boccali e il cardinale Bassetti avevano espresso tutta la loro preoccupazione per una vertenza importantissima per Perugia.

Giulietti: «Intervenga il governo» Intanto il deputato Pd Giampiero Giulietti ha presentato un’interrogazione al ministero del Lavoro per sollecitare il Governo a risolvere la trattativa della Nestlè-Perugina, tutelando i lavoratori e garantendo uno seria prospettiva allo stabilimento di Perugia. «I dipendenti del Gruppo Nestlè Italia – spiega – – hanno proclamato lo stato di agitazione dopo la rottura della trattative tra la dirigenza della Nestlè-Perugina e le organizzazioni sindacali, a causa della indisponibilità della prima a tenere separate le discussioni sul rinnovo dell’integrativo dai temi dell’organizzazione del lavoro nei tre stabilimenti italiani. Ritengo – aggiunge – sia prioritario che Nestlè dica quali siano le sue intenzioni, considerando che non può scaricare sui lavoratori le conseguenze del calo produttivo e di vendite dovuto anche alle scelte del management. Nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi, per quanto concerne lo stabilimento di Perugia, si è aperta un’interlocuzione utile relativamente alla riorganizzazione dei lavori affidati esternamente e per il rinnovo della cassa integrazione. Quindi, visto anche l’impegno delle Istituzioni locali e regionali e della Diocesi di Perugia e considerato che Perugia non può permettersi di aprire un altro fronte lavorativo, ho presentato questa interrogazione al Ministero per chiedere come intenda intervenire nella complessa gestione della trattativa, sollecitando il Governo a non lasciare soli i lavoratori e soprattutto a fare in modo che vengano rispettati appieno i contratti di lavoro e che venga garantita una seria prospettiva all’azienda che, per quanto concerne lo stabilimento di Perugia, è un patrimonio dell’intera collettività umbra».

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