Lo stand Perugina a Expo

Torna a suonare l’allarme allo stabilimento della Perugina a San Sisto. Nonostante le recenti rassicurazioni sulla volontà di investire da parte della Nestlè, ribadite in occasione dell’inaugurazione dello spazio dedicato al Bacio all’Expo di Milano, ancora manca il piano industriale. E dire che è passato un anno da quando fu attivato il contratto di solidarietà.

Un anno dall’accordo Per parlare della situazione si è riunita la Rsu dello stabilimento di San Sisto. I delegati sindacali esprimono tutta la loro «preoccupazione», ricordando che «esattamente un anno fa questa Rsu sottoscrisse in Confindustria un importante accordo attivando il contratto di solidarietà per gli oltre 800 dipendenti a tempo indeterminato dello stabilimento. Firmammo quell’accordo a fronte delle dichiarazioni dell’azienda che evidenziava un numero importante di esuberi, dovuti al calo dei volumi produttivi. Come Rsu abbiamo accettato questo sacrificio per due motivi: da un lato evitare che gli esuberi si trasformassero in licenziamenti, dall’altro dare tempo alla Nestlé per presentare un piano industriale strategico per la Perugina. È appunto trascorso un anno da quell’accordo e manca un anno alla sua scadenza».

Fotogallery: lo stand Nestlè ad Expo

La produzione cala In questo tempo la Rsu ha più volte e in più sedi (Confindustria, Coordinamento Nestlè nazionale, Coordinamento Nestlè europeo) incalzato l’azienda chiedendo appunto il piano industriale per la Perugina, «ma l’unica cosa certa che abbiamo avuto come risposta – sottolineano – è stato l’ulteriore calo dei volumi produttivi, che per la prima volta sono scesi sotto le 25 mila tonnellate. Questo calo così vistoso ha costretto i lavoratori a tempo indeterminato ad enormi sacrifici, ma chi sta maggiormente pagando sono i lavoratori stagionali, da sempre parte organica della fabbrica (250 unità) che vedono ridotte al lumicino le possibilità di avere un lavoro stabile, o almeno che duri diverse mensilità, in Perugina. Ad un anno, appunto, dalla fine del contratto di solidarietà, non vediamo alcun impegno concreto da parte di Nestlè per aumentare le produzioni a San Sisto».

Appello alle istituzioni La Rsu definisce «estremo silenzio» il comportamento da parte di Nestlè, la quale «pare comportarsi come se tutto andasse bene, non solo ci preoccupa, ma ci impone anche di chiedere nuovamente il coinvolgimento delle Istituzioni locali, regionali così come del Governo. In questi giorni si è insediata la nuova giunta regionale, con il nuovo assessore allo Sviluppo economico. Ci attendiamo che nei prossimi giorni le Istituzioni, come già hanno fatto nelle settimane scorse, siano al nostro fianco in un’ottica di complementarità in questa fondamentale “vertenza Perugina”». I sindacalisti ricordano anche che a marzo, «il dottor Castano del Mise fu presente ad una iniziativa organizzata dalla Rsu proprio in merito alla “vertenza Perugina”. Da lì occorra ripartire per portare la questione sul tavolo del governo». Infine, la Rsu ribadisce un concetto chiave: «in fabbrica esiste un mix vincente di esperienza, professionalità, flessibilità produttiva, varietà di produzioni, con un marchio storico riconosciuto in tutto il mondo come top del settore, che è appunto il marchio Perugina. Seppur in presenza di una crisi, non è possibile che la nostra fabbrica attraversi un momento storico così difficile, spiegabile solo con la scarsa attenzione che Nestlè sta dedicando al settore in Italia e in modo particolare a Perugia».

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