«Un piano con luci e ombre». La presidente della Regione Catiuscia Marini e il vice presidente Fabio Paparelli commentano così l’incontro che si è tenuto in mattinata a palazzo Donini con i vertici di Nestlé, che hanno presentato i loro piani per lo stabilimento San Sisto e il Bacio Perugina. Da palazzo Donini, dove alla delegazione sono stati offerti biscotti a marchio Ore liete, filtra cautela ma anche un certo ottimismo per quanto messo sul tavolo dalla multinazionale. «È un piano che – hanno detto Marini e Paparelli – se per un verso contiene elementi positivi, soprattutto per la parte degli investimenti tesi a interventi di innovazione tecnologica e di sviluppo delle politiche di marketing volte all’espansione dei prodotti “Bacio Perugina” e del cioccolato, per l’altro verso non possono non essere evidenziate delle ombre. Ciò in rapporto agli effetti che gli interventi di ristrutturazione della fabbrica di San Sisto, come l’annunciata volontà di cedere alcuni storici marchi, potrebbero produrre per ciò che riguarda il mantenimento dei livelli occupazionali, sia nel breve come nel lungo periodo».
TUTTA LA VICENDA NESTLE’-PERUGINA
Attenzione alta Comunque sia i vertici della Regione parlano di «incontro molto importante», nel corso del quale si è discusso di «politiche industriali, commerciali e degli investimenti che possano garantire il mantenimento e la valorizzazione dei livelli occupazionali per lo stabilimento di San Sisto». All’azienda palazzo Donini, che promette di mantenere alta l’attenzione (un altro incontro è previsto per il 7 aprile) chiedendo poi che del piano si occupi anche il governo nazionale, ha ribadito la necessità di sviluppare «un mix di attività produttive capaci di salvaguardare la capacità produttiva ed occupazionale dello stabilimento di San Sisto. Così come riteniamo altrettanto importante che si proceda ad un maggior apprezzamento del marchio ‘Perugina’ e si rafforzi la capacità di export della fabbrica di Perugia, e si sviluppi ulteriormente il settore ricerca e innovazione con adeguati investimenti».
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Romizi: «Bene rilancio ma preoccupazioni» «Che Perugia sia, nei piani industriali della Nestlé, una sede ritenuta strategica per la produzione del cioccolato, con l’azienda che si dice pronta ad investire sia a livello industriale che di promozione di mercato soprattutto per rafforzare il posizionamento strategico del Bacio a livello mondiale, è sicuramente una notizia positiva. Al tempo stesso, però, rimangono vive le preoccupazioni delle eventuali conseguenze derivanti da interventi di razionalizzazione della fabbrica di San Sisto e dalla possibile cessione di alcuni marchi storici». È quanto affermato dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi, al termine dell’incontro che ha avuto a Palazzo dei Priori insieme all’assessore allo sviluppo economiche e attività produttive Michele Fioroni, con la delegazione della Nestlé. «Apprezzabile anche – hanno sottolineato Romizi e Fioroni – la volontà di rilanciare, in una visione globale, il settore confiserie, in uno schema che tuttavia va ancora compreso in maniera più dettagliata, insieme all’impegno dell’azienda di promuovere il Bacio attraverso la connotazione di prodotto made in Italy, contribuendo a rafforzare anche l’immagine di Perugia come città del cioccolato. Rimangono comunque da chiarire tempi e modalità, nonché ricadute sui livelli occupazionali, legate, come detto, all’eventuale disinvestimento su alcuni marchi e linee produttive, e al riammodernamento dello stabilimento». Romizi ha concluso ribadendo la grande importanza che lo stabilimento di San Sisto ha per l’intera città, anche a livello identitario: «Offriamo la nostra disponibilità per studiare iniziative congiunte al fine di promuovere l’immagine di Perugia e della Perugina, ma al tempo stesso terremo alta l’attenzione in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali e al mantenimento degli impegni annunciati da Nestlé».
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Senatori Pd «Riteniamo sia importante che Nestlè abbia comunicato il piano industriale ed è sicuramente positiva la volontà di investire 60 milioni di euro in tre anni per rafforzare Perugina. Ma nel complesso il percorso delineato oggi non sembra aggiungere molto rispetto a quanto ci era stato comunicato durante le audizioni in commissione Industria del Senato». Lo affermano i senatori del Pd Valeria Cardinali, Nadia Ginetti e Gianluca Rossi. «Se da un lato, infatti, il nuovo piano escluderebbe esuberi e avrebbe effetti positivi anche sulla stagionalità delle produzioni – spiegano – dall’altro permangono alcuni punti oscuri, in particolare legati alle modalità di modernizzazione ed efficientemento dello stabilimento di San Sisto e alle ricadute che questo processo potrà avere sul suo futuro e sui livelli occupazionali. L’idea di Nestlè di focalizzare la produzione dello stabilimento di San Sisto sul cioccolato e in particolare sul Bacio Perugina è indubbiamente importante ma non sufficiente a tranquillizzarci sugli scenari futuri. Continueremo quindi a seguire con molta attenzione gli sviluppi della situazione anche perché a una parziale smentita di Nestlè sulla vendita del marchio Rossana non fanno seguito sufficienti rassicurazioni su altri prodotti importanti per la sostenibilità dello stabilimento nel lungo periodo. Proprio per approfondire alcuni aspetti – concludono i senatori democratici – riteniamo sia utile riconvocare in commissione Industria i vertici della multinazionale e pertanto lo chiederemo subito al presidente».
Galgano «Gli investimenti di 60 milioni di euro in tre anni su Perugina annunciati oggi da Nestlè sono un’ottima notizia per lo stabilimento di San Sisto e per tutta la città che mantiene una delle produzioni storiche che ne connoteranno l’identità nel mondo». Così la deputata del gruppo di Scelta Civica, Adriana Galgano sottolineando come «se si considera che Nestlè ha investito 11 milioni per tutte le sue aziende in Italia, le cifre stanziate per Perugina danno ancora di più la dimensione di una reale volontà di rilancio del marchio Bacio e di tutta l’azienda.Altrettanto importanti sono gli impegni assunti a mantenere i livelli occupazionali e a superare le criticità connesse alla stagionalità attraverso la produzioni di cialde e coni gelato. Va, però, evidenziata la necessità di mantenere i marchi Rossana e Ore Liete che, semmai, vanno rilanciati: sono produzioni in attivo e dunque appetibili anche per l’imprenditoria locale. In questo senso è importante che anche le istituzioni facciano la loro parte – chiude la deputata – favorendo l’arrivo di investitori seri e mettendo in campo una politica industriale che renda attrattiva Perugia e l’Umbria tutta».
