di Ivano Porfiri
Arriva il Kit Kat e raddoppia il tartufo ma, di contro, Nestlé ha intenzione di dismettere alcune produzioni considerate «marginali». L’annuncio è stato dato dalla direzione dello stabilimento di San Sisto nei giorni scorsi alla Rsu ed è tuttora in corso un confronto, dato che al momento si è parlato di volumi e non di prodotti specifici. Almeno a quanto trapela da fonte aziendale e sindacale.
Interrogazione Mentre dell’arrivo era stata la stessa Rsu a parlare nei giorni scorsi, ora si viene a sapere di un contraltare: il taglio di alcuni prodotti. Su questo, i consiglieri regionali del M5s, Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati, chiedono alla giunta di Palazzo Donini «quali specifiche garanzie l’Esecutivo di Palazzo Donini avrebbe ricevuto da Nestlè circa il mantenimento della produzione e dell’occupazione. Se Nestlè vuole veramente investire in Perugina – si chiedono i due esponenti pentastellati -, perché continuare a dismettere i suoi marchi storici? In questi 30 anni l’Umbria ha dato tantissimo alla multinazionale. Pretendiamo pertanto impegni concreti e tempi certi, non generiche rassicurazioni e annunci».
Da Nestlè rassicurano L’azienda non interviene direttamente, ma fa filtrare come non ci sia nessuna campagna di dismissione in corso, bensì un semplice avvicendamento di produzioni per rispondere all’evoluzione dei gusti dei consumatori. Dal quartier generale di Assago viene fatto notare che i 60 milioni investiti nell’ambito del piano del 2016 (di cui circa 15 sulle linee di produzione) dimostrano come la multinazionale non intenda indebolire, bensì potenziare lo stabilimento di San Sisto. E questo avverrà non solo col lancio del Bacio a livello internazionale, ma anche con nuovi progetti e volumi. E, dunque, anche se si perderà qualche produzione marginale, il saldo sarà comunque positivo.
Sindacati: «Vigiliamo» Da parte sindacale, la guardia viene mantenuta alta. Rsu e sigle confederali attendono di conoscere nel dettaglio quali sono i prodotti su cui Nestlè non vuole più investire. In ogni caso, viene fatto notare, stavolta un elemento positivo c’è: come non avveniva da 3-4 anni viene portata a Perugia la produzione di nuovi dolci: Kit Kat farà arrivare tra la campagna pasquale e quella estiva 1.500 tonnellate complessive. Nel frattempo per il secondo anno consecutivo raddoppierà il tartufo, che sta avendo notevole successo: si arriverà così a 4-500 tonnellate a fronte delle 125 di due anni fa. «Ciò non toglie preoccupazione e confronto per mantenere tutte le produzioni attuali – viene rimarcato – e una parola definitiva al momento non c’è dato che la trattativa è ancora in corso».
