L'assessore Michele Fioroni

di Ivano Porfiri

Un tour de force tra tre città della Cina attraverso incontri serrati con imprenditori, università, istituzioni. Ha la valigia pronta in mano, come gli capita spesso di recente, l’assessore comunale di Perugia a Sviluppo economico e marketing Michele Fioroni. Dopo i viaggi in Iran ed Emirati arabi, stavolta la meta è l’Estremo Oriente, insieme a Luca Galletti per Confindustria Umbria e Umbria Export. Prevista a tal proposito anche la visita alla sede cinese della Sicoma Omg di Ponte Valleceppi. Lo schema sarà simile a quello sperimentato in Iran e Emirati arabi: incontri con il mondo dell’economia e con istituzioni culturali: Camere di commercio, università, gruppi di imprenditori.

Le tappe Il viaggio – interamente a carico delle città ospitanti – durerà  cinque giorni, dal 25 al 30 aprile, e vedrà susseguirsi tappe a ritmo molto serrato. La prima è Zhuai. «Ricambierò  la visita che la municipalità di questa città da 1,5 miloni (vincitrice del premio Onu per le sue politiche sulla vivibilità) fece a Perugia – spiega Fioroni – è una realtà per certi versi simile alla nostra, con una università tra le più antiche e la prima della Cina ad ospitare studenti stranieri». Proprio alla Jinan University Zhuai Fioroni martedì 26 terrà una conferenza sul ‘Made in Italy’.

Tangshan Mercoledì la delegazione verrà ricevuta a Pechino dall’ambasciatore Ettore Sequi, prima di spostarsi verso la tappa principale del viaggio: Tangshan, dove l’assessore Fioroni prenderà parte anche all’inaugurazione della Fiera del Giardinaggio. «Sarà un’occasione molto importante – afferma – perché sono previsti, tra aprile e ottobre, 8 milioni di visitatori, poco meno della metà di quelli Expo, in gran parte cinesi ma anche stranieri. Nel padiglione dedicato alle realtà internazionali, la città italiana cui sarà dedicato uno spazio è Perugia. Sarà un’opportunità di visibilità senza precedenti».

Brand Perugia L’intento di Fioroni è proprio quello di scommettere sul «brand Perugia». «Vogliamo far conoscere la città e le opportunità che le imprese possono cogliere, portando così sviluppo. Cercheremo di stimolare investimenti sia in campo immobiliare che in altri settori. Per questo, la vocazione internazionale di Perugia è un elemento da valorizzare, a partire dal mondo universitario».

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