di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Il mercato del lavoro della provincia di Perugia chiuderà il 2013 con un saldo negativo pari a 3.200 unità. A spiegarlo è la Camera di commercio di Perugia che ha analizzato i dati del sistema Excelsior basati sulle aspettative delle imprese del settore industriale e di quello dei servizi. Quasi diecimila (9.920) le ‘uscite’ tra licenziamenti, dimissioni, pensionamenti o altri motivi a fronte di 6.730 ‘entrate’. E di tutte queste ultime appena due su dieci saranno stabili: il 49% riguarderà infatti, secondo le aspettative delle aziende, contratti a tempo determinato (+4% rispetto al 2012) mentre il resto (2.120 casi) saranno contratti ‘atipici’. A livello settoriale, il saldo negativo più pesante è quello dell’industria (-1.820), causato perlopiù dalla crisi del settore edilizio, mentre il -1.370 dei servizi è imputabile nella maggior parte dei casi al commercio.

Un terzo giovani Un terzo delle assunzioni riguarderanno giovani con meno di 30 anni, con una propensione ad aprire le porte maggiore nel settore dei servizi, mentre per le donne le opportunità sembrano essere in discesa con percentuali che scendono dal 41% del 2012 al 36%. Cala sensibilmente anche la quota degli immigrati: le entrate in questo caso saranno in tutto 440, il 10% del totale mentre l’anno passato erano il 16%. Dirigenti, specialisti e tecnici (ovvero tutte quelle figure che in gergo si chiamano high skill) rappresenteranno il 12% delle assunzioni contro il 17% nazionale; il 45% invece saranno figure intermedie e il 35% lavoreranno nei servizi. Se l’analisi si sposta poi alla formazione scolastica, laureati e diplomati formeranno il 56% delle assunzioni 2013, con una nettissima prevalenza dei secondi (48%, +11% rispetto al 2012) mentre i primi sono stabili. Di riflesso, si riducono le entrate (dal 48% al 35%) per tutte quelle persone alle quali non è richiesta alcuna formazione. Stabili, con una quota intorno al 9%, i profili con un bagaglio professionale.

Nuovo arretramento «Il 2013 – commenta il presidente della Camera di commercio Giorgio Mencaroni -, segna in provincia di Perugia un nuovo arretramento dell’occupazione, in peggioramento anche rispetto ai già brutti risultati del 2012. Senza interventi che alleggeriscano drasticamente il peso della tassazione su lavoro e impresa, non ci sarà alcuna nuova occupazione. E a poco servirà la flebile ripresa che si sta profilando. Il calo dell’occupazione dipendente previsto in provincia per il 2013 – ha notato il presidente Mencaroni – è determinato in parte da un aumento delle “uscite” ma, soprattutto, da una contrazione delle assunzioni, che rispetto al 2012 dovrebbero diminuire del 23%. Non so francamente cosa altro debba succedere – si chiede – prima di vedere adottati interventi che alleggeriscano drasticamente il peso della tassazione su lavoro e impresa. Senza, è evidente, non ci sarà alcuna nuova occupazione. E a poco servirà anche la flebile ripresa che si sta profilando, ammesso di riuscire a coglierne i benefici».

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