di Daniele Bovi
La partita relativa allo sbarco di Esselunga a Perugia si giocherà anche a suon di carte bollate. Arriverà in primavera il verdetto del Tar dell’Umbria sul ricorso con il quale una catena di supermercati ha chiesto l’annullamento della delibera del consiglio comunale con cui, nel giugno dello scorso anno, sono state approvate le risposte del Comune alle osservazioni presentate da una catena della grande distribuzione e da un punto vendita di un’altra società. Osservazioni che riguardavano il piano attuativo in variante al Piano regolatore, approvato nel novembre 2024, relativo al comparto dell’ex mercato ortofrutticolo di via Settevalli.
Il progetto La variante prevede una nuova destinazione urbanistica per insediamenti commerciali di grandi dimensioni e, in particolare, un’area di vendita fino a 3.500 metri quadrati, con prescrizioni legate alla realizzazione del Brt e al pagamento di oneri. Sì, perché le due partite – Esselunga e Brt – come a lungo discusso nei mesi scorsi, sono collegate. Nel mirino di chi ha presentato il ricorso ci sono in particolare le risposte del Comune alle osservazioni: un’impugnazione che Palazzo dei Priori si aspettava e dopo la quale il Tar non ha concesso la sospensiva. Gli effetti della delibera non sono quindi stati bloccati e in primavera i giudici amministrativi entreranno nel merito.
Le contestazioni Le osservazioni erano quattro e toccavano diversi aspetti del progetto. Si contestava, in primo luogo, la presunta mancanza di uno studio adeguato sul traffico, in una zona già oggi molto congestionata; veniva poi sollevato il tema dell’impatto ambientale e di quello commerciale, con il timore di ripercussioni sulle attività già presenti nell’area; un altro punto riguardava il coordinamento tra il nuovo supermercato e la prima linea del Bus rapid transit, che collegherà Castel del Piano a Fontivegge passando proprio per via Settevalli. Secondo gli uffici comunali, però, gli elementi portati non erano tali da mettere in discussione la coerenza del piano. Il promotore (Polis Sgr) ha ribadito che lo studio sul traffico esiste ed è stato ritenuto compatibile con la nuova viabilità, compresa quella del Metrobus, e che sono previsti 485 posti auto tra pubblici e privati, un numero superiore agli standard richiesti. Anche sotto il profilo ambientale, è stato spiegato al tempo, gli enti competenti hanno escluso la necessità di ulteriori valutazioni. Tutti motivi per cui le osservazioni sono state respinte.
Ok alla convenzione In attesa della decisione del Tar, il Comune è andato avanti autorizzando nelle scorse ore la firma della convenzione urbanistica per il comparto. In sostanza, si tratta dell’accordo che regola nel dettaglio obblighi e impegni tra Palazzo dei Priori e Polis Sgr (al momento contatti diretti tra il Comune ed Esselunga non ci sono stati). Non essendoci una sospensiva, la convenzione può essere quindi firmata pur essendo il tema ancora all’esame del Tar, ma l’efficacia complessiva del piano resta subordinata all’esito dei ricorsi: se i giudici dovessero annullare la delibera, l’accordo perderebbe valore.
Brt Nel frattempo infatti il progetto Brt deve andare avanti. Il tracciato della prima linea attraversa l’area dell’ex mercato ortofrutticolo e prevede la realizzazione di una stazione in quel punto. Per consentirne la realizzazione, una parte delle aree deve essere ceduta gratuitamente al Comune, e la convenzione stabilisce che questa cessione sia immediata. È per questo che, fin dall’inizio, la giunta ha parlato di due operazioni «indissolubilmente legate».
Gli interventi La convenzione prevede poi anche una contribuzione straordinaria di oltre 170 mila euro per l’incremento della superficie utile, somme che andranno a finanziare interventi pubblici come il miglioramento dei percorsi pedonali e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Richieste inoltre anche garanzie bancarie a copertura sia di questo contributo sia dei costi per le demolizioni degli edifici che interferiscono con il tracciato del Brt, costi quantificati in circa 143 mila euro. Demolizioni che, a causa dei ritardi, sono state anticipate dal Comune e che dovranno essere rimborsate dal privato, anche nel caso in cui il Tar annulli la delibera.
