©Fabrizio Troccoli

Una richiesta su quattro riguarda diplomati in Amministrazione, finanza e marketing. È questo uno dei dati più significativi che emerge dalle stime del Sistema Informativo Excelsior, basate su elaborazioni di Unioncamere e del ministero del Lavoro, che fotografano il fabbisogno di personale tecnico-professionale in Umbria nei prossimi cinque anni.

Secondo le previsioni, tra il 2026 e il 2030 le imprese umbre avranno bisogno di circa 13.400 addetti in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore tecnico-professionale. Di questi, 3.400 saranno diplomati in Amministrazione, finanza e marketing (Afm, ex Ragioneria), pari a poco più del 25 per cento del totale. Si tratta dell’indirizzo nettamente più richiesto dal mercato del lavoro regionale, a conferma del peso crescente delle competenze amministrative e contabili nel sistema produttivo. Seguono, a distanza, i diplomati dell’indirizzo Turismo ed enogastronomia, con circa 2.000 unità previste, quelli dell’indirizzo informatico, poco oltre le 1.100 unità, e un numero analogo di diplomati del corso Costruzioni, ambiente e territorio, l’ex Geometri.

Un quadro che trova riscontro diretto anche nei dati del Job placement dell’ITET Aldo Capitini di Perugia. Nell’ultimo anno l’istituto ha registrato 64 richieste di inserimento lavorativo, in media una a settimana, provenienti in gran parte da studi fiscali e tributari, aziende interessate ai profili economici e realtà operanti nel settore Costruzioni, ambiente e territorio. Le opportunità, però, superano le disponibilità effettive di candidati.

«Per soddisfare pienamente le richieste del territorio – spiega il dirigente scolastico Silvio Improta – il Capitini dovrebbe diplomare il doppio o il triplo degli studenti negli indirizzi economici e tecnologici». Una difficoltà che, sottolinea Improta, ha cause strutturali: «Circa la metà dei nostri diplomati prosegue gli studi universitari, mentre molti degli altri trovano un’occupazione immediatamente dopo il diploma».

Il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro qualificato è confermato anche dalla Camera di Commercio dell’Umbria. Per il segretario generale Federico Sisti, «le evidenze emerse dal monitoraggio del Sistema Informativo Excelsior delineano un quadro di profonda criticità per lo sviluppo economico regionale». In Umbria, osserva, «il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro qualificato è particolarmente marcato proprio nei profili tecnici». Una carenza che «non rappresenta soltanto una difficoltà di reperimento per le singole imprese, ma costituisce un limite oggettivo alla capacità di innovazione e di crescita dell’intero sistema produttivo umbro».

Da qui l’indicazione di una priorità chiara: «Per colmare questo gap, che incide negativamente sulla competitività del nostro territorio, è necessario intensificare la sinergia tra il mondo della formazione e il tessuto imprenditoriale e rafforzare le attività di orientamento, che assumono una valenza sempre più strategica».

In questo contesto, gli indirizzi tecnici-economici, e in particolare l’Amministrazione, finanza e marketing, si confermano una leva centrale per lo sviluppo regionale, in grado di offrire ai diplomati prospettive concrete di inserimento lavorativo immediato e, allo stesso tempo, una solida base per la prosecuzione degli studi universitari.

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