Il presidio dei lavoratori di fronte alla sede (foto U24)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

«Delusione e rabbia». Dopo l’incontro di giovedì a Roma tra i sindacati e i vertici della ‘Engineering ingegneria informatica’, azienda con molte sedi in Italia tra cui una a Perugia, in via Settevalli, sono questi i sentimenti di sindacati e lavoratori. Di fronte a loro infatti l’azienda ha ribadito di non voler indietreggiare rispetto al piano di riorganizzazione. Questo, come è parso chiaro dopo la comunicazione attraverso la quale si rendeva nota la disdetta del contratto d’affitto della sede, prevede lo spostamento dal primo novembre dei 34 lavoratori di Perugia a Monteriggioni (provincia di Siena), a 125 chilometri di distanza.

Tenue speranza Una tenue speranza però c’è: se la Engineering ha infatti ribadito le sue ragioni, per nulla scalfite da quanto detto dai sindacati, per quanto riguarda la sede di Perugia è stato strappato un ulteriore summit dedicato al caso in questione il 16 ottobre, qualche ora prima di un nuova riunione nazionale. Su quel tavolo si porteranno avanti le istanze dei 34 lavoratori, ovvero si confermerà il no secco all’opzione Monteriggioni. La strada però, confessano, è in salita.

IL PRESIDIO DI FRONTE AI CANCELLI E LA STORIA DELLA SOCIETÀ

Delusi «Continuiamo ad essere delusi – dice a Umbria24 Michele Vernata della Fiom Cgil – dalle spiegazioni che l’azienda ci dà: non c’è riscontro razionale per le loro decisioni. Altre situazioni che riguardano altre sedi sono più semplici, noi invece abbiamo problemi relativi alla distanza e all’assenza di mezzi pubblici. Abbiamo guadagnato un’apertura sul campo grazie ad uno sciopero al quale hanno aderito compattamente tutti e ora vedremo che succederà».

Basiti «Siamo basiti – aggiunge Patrizia Petroselli della Fim Cisl -, non c’è possibilità di portare la ragione in questo confronto. Speriamo che il 16 si possa trovare un’apertura vera altrimenti sono a rischio 34 posti di lavoro. La situazione è complicata, siamo preoccupati. L’operazione che Engineering vuole fare non ha visione, sono solo risparmi che pagheranno i dipendenti». Venerdì in via Settevalli si terrà un’assemblea coi lavoratori per decidere il da farsi.

Trasferimenti collettivi A livello nazionale la strategia prevede una serie di trasferimenti collettivi di personale: 17 lavoratori dalla sede di Crema a quella di Brescia (62 km), sei da Sarzana (La Spezia) a Genova (100 km), 28 da Spoltore (Pescara) a Porto San Giorgio (100 km), sette da Cosenza a Settingiano (90 km), 23 da Padova a Venezia (40 km) e otto da San Martino Buon Albergo (Verona) a Verona (10 km). Insomma, ai lavoratori perugini toccherebbe lo spostamento più lungo. Il tutto con lo scopo dichiarato di raggiungere una migliore efficienza produttiva. Motivazioni che i sindacati giudicano palesemente false: secondo loro infatti il vero obiettivo è portare una grossa parte dei dipendenti a dimettersi. Una sorta di licenziamento mascherato.

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