venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:37

Perugia, Mercato coperto: ecco gli 8 promotori del progetto. Possibile apertura nel 2020

Alla guida l’ex presidente Abn Leonardi. Nell’Ats Coldiretti, Confcommercio e Confcooperative, Farchioni, Baccarelli, Bpe e altri

Roberto Leonardi

di Daniele Bovi e Ivano Porfiri

Nel 2020, forse già per l’avvio di Eurochocolate, il Mercato coperto di Perugia potrebbe riprendere vita. Nelle scorse ore infatti con una determina dirigenziale il Comune di Perugia ha aggiudicato in via definitiva la gestione della struttura alla cordata locale che si era fatta avanti nel maggio scorso. Un passaggio decisivo per la struttura che affaccia sul Pincetto anche perché quella in campo è l’unica offerta sul tavolo. A presentarla è un Ats, cioè una Associazione temporanea di scopo, guidata da Roberto Leonardi, ex presidente del consorzio Abn, affiliato a Confcooperative (guidata fino a poco tempo fa dal neo consigliere regionale Andrea Fora), e ora segretario generale della Fits!, la Fondazione per l’innovazione del terzo settore che fa capo al colosso bancario Intesa Sanpaolo.

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La cordata Leonardi è nel mondo della cooperazione dalla metà degli anni ‘80 e nel ‘94 è diventato presidente della cooperativa sociale Il Borgo, mentre nel 1997 ha promosso la nascita del consorzio di cooperative sociali Abn. Dopo le indiscrezioni circolate nel maggio scorso e poi martedì subito dopo il post su Facebook con il quale l’assessore comunale Michele Fioroni ha annunciato l’aggiudicazione, a fare chiarezza sui componenti della cordata è direttamente Leonardi: in squadra ci sono «Coldiretti, Confcommercio e Confcooperative, imprese simbolo – spiega – dell’eccellenza della produzione enogastronomica, Farchioni spa, Luca Baccarelli, imprenditore nel settore enogastronomico con importanti realtà alle spalle quali Mercato Vianova e Roccafiore, Bpe srl, azienda che riunisce l’eccellenza della produzione artigianale di cioccolato nel territorio, Antonio Boco giornalista ed esperto nel settore food and wine e Fondamenti srl impresa sociale, hubspace per l’innovazione e l’accelerazione d’impresa».

Il progetto Quanto a Leonardi, svolgerà il ruolo di capofila «soprattutto sulla base delle esperienze maturate nel campo della rigenerazione di luoghi dismessi e dei modelli di business a impatto sociale». Chiarita la compagine, bisogna ora capire cosa diventerà il Mercato dato che per ora il progetto ha contorni non definiti. Nella nota Leonardi parla del cibo come del «cuore pulsante» del futuro Mercato, ma quest’ultimo sarà anche un luogo che interpreterà «al meglio i bisogni dell’uomo del terzo millennio. L’uomo della “società dell’apprendimento” – è detto ancora – orientato alla capacitazione, ai prodotti sociali e culturali che migliorano la sua qualità di vita e gli consentono di vivere in modo compiuto i propri diritti di cittadinanza. Un luogo che quindi favorisce l’apprendimento e lo scambio tra produttori e consumatori di prodotti, di servizi, di idee, di pensiero».

Apertura nel 2020 Un ruolo sarà riservato anche alla cultura e ai «prodotti sociali che hanno qualcosa da “insegnare” e che sono sempre pronti a migliorare, a crescere, a cambiare così come coloro che li hanno ideati, pensati, promossi». L’ambizione del Mercato sarà quella di essere un luogo «in cui possono trovare uno spazio fisico e virtuale tutte le eccellenze del territorio, tutte le imprese e le persone che meglio sanno raccontare questa terra, le sue tradizioni, la sua storia». Insomma, per farsi un’idea precisa bisogna aspettare un progetto più concreto e questo porta al capitolo relativo alle tempistiche. Dopo le verifiche formali che seguiranno l’aggiudicazione definitiva, e dopo che questa sarà efficace, la cordata avrà due mesi di tempo per presentare i progetti esecutivi. Facendo un rapido calcolo quindi, i lavori potrebbero partire a primavera e terminare probabilmente entro il 2020. «Siamo entusiasti – conclude Leonardi – di ridare vita a un luogo simbolo della città, nel suo cuore, il centro storico, e siamo pronti a metterci subito a lavoro per rendere questo spazio un hub al servizio di Perugia, dei suoi cittadini e dei tanti turisti che quotidianamente scelgono di visitarla».

Gli investimenti I primi rumors sulla cordata erano partiti nel maggio scorso, quando lo stesso Fioroni aveva parlato di una offerta da parte di una cordata locale. Da allora sono state espletate le formalità di rito, ed è stata istituita una commissione per valutare la regolarità della domanda e che questa rispondesse ai requisiti formali richiesti. Sulla struttura, va ricordato, sono state recentemente investite importanti risorse: 4,8 milioni da parte della Regione e 1,3 da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia; soldi che sono serviti per una serie di lavori di rifunzionalizzazione e messa in sicurezza e che, partiti a metà 2016, termineranno a breve. Al gestore invece spetteranno tutte le finiture e gli impianti.

 

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